Le banche italiane contro Bruxelles: “Risarcisca istituti e risparmiatori’

Il Tribunale europeo ha annullato la decisione della Commissione del 2015, che aveva bloccato l’intervento del Fondo di tutela dei depositi per il salvataggio di Tercas. Una mossa che aveva avuto effetti a catena su altri istituti, come Etruria. Pd: "Sentenza storica". M5s: "Colpa anche di Renzi e Padoan"

Uno sportello della banca Etruria a Pontedera (Pisa), 19 dicembre 2015. ANSA/FRANCO SILVI

Dietro la controversa storia dei salvataggi di Banca Etruria, CariFerrara, CariChieti e BancaMarche, ma anche di Monte dei Paschi e banche venete, potrebbe esserci un gigantesco errore di valutazione: quello che la Commissione europea avrebbe commesso bloccando nel 2015 l’intervento del Fitd, il Fondo interbancario di tutela dei depositi, per il salvataggio di un piccolo istituto abruzzese, Tercas. Una decisione che, secondo la sentenza emessa oggi dal Tribunale Ue, si è basata su assunti sbagliati. E che, denuncia l’Abi, la lobby delle banche italiane, ha avuto forti ripercussioni sui successivi salvataggi di istituti del Belpaese. E sui loro risparmiatori. Ecco perché l’Abi chiede adesso a Bruxelles un risarcimento. 

Da Tercas a Etruria 

Ma andiamo per ordine. Tutto inizia nel 2013, quando BpB, Banca popolare di Bari, manifesta l’interesse a sostenere l’aumento di capitale di Tercas, piccolo istituto entrato in crisi dopo la scoperta di alcune irregolarità da parte di Bankitalia. Per farlo, BpB chiede che vi sia il contributo del Fondo interbancario di tutela dei depositi, che è un consorzio di diritto privato tra banche, istituito proprio per intervenire in casi come questo. In tutta questa operazione, dunque, viene previsto l’uso esclusivo di fondi privati, quelli delle banche, e non di denaro pubblico. Tanto che, nel 2014, Bankitalia dà il suo consenso all’aumento di capitale di Tercas. Ma ecco che sull’operazione arrivano i riflettori di Bruxelles: la Commissione europea apre una inchiesta e, nel dicembre 2015, blocca il Fitd, ritenendo che il suo apporto costituisca un aiuto di Stato. Non perché i soldi messi siano “pubblici”, ma perché il Fitd agisce sotto l’influenza e il controllo dello Stato. 

La mossa di Bruxelles non blocca solo Tercas, ma anche altri salvataggi in corso, tra cui quelli della Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche e Banca Etruria, dove il Fitd era pronto a intervenire.  L’allora governo Renzi, infatti, decide di rispondere ai dubbi di Bruxelles, anticipando la decisione dell’antitrust e varando il discusso “salvabanche”, al cui interno rientra anche CariChieti. Nel nome del rispetto delle norme Ue, vengono esclusi dalle tutele previste dal salvataggio quei risparmiatori che avevano sottoscritto obbligazioni subordinate. Tra cui centinaia di famiglie che, si scopri’ in seguito, erano state truffate dai manager bancari per ripianare i buchi di bilancio.  

I costi del salvabanche

Secondo lo stesso Fitd, il “salvabanche” ha avuto costi più elevati di 1,5 miliardi di euro rispetto a quelli che avrebbe garantito un intervento del Fondo con le modalità inizialmente previste per Tercas e che si sarebbero potute applicare anche agli altri istituti. Compresi nei successivi casi di Mps e delle due banche venete. Il tutto se non fosse intervenuto lo stop dell’antitrust di Bruxelles. Uno stop, dice oggi il Tribunale Ue, che non era giustificato in alcun modo: il Fitd, infatti, si muoveva da privato e non per conto dello Stato. 

La protesta dell'Abi

Per questo,  l’Abi ora chiede che Bruxelles paghi: “La Commissione europea rimborsi i risparmiatori e le banche concorrenti danneggiate”, si legge in una nota. “La posizione sbagliata e ideologica sostenuta” dalla direzione antitrust della Commissione europea “ha prodotto danni gravissimi economici e politici all’Italia e all’Europa per i quali qualcuno dovrà rendere conto”, fa eco l’eurodeputato del Pd, Roberto Gualtieri.   

Ma il M5s punta il dito anche contro lo stesso Pd: “Renzi e Padoan usarono il caso Tercas per giustificare lo scellerato salvataggio di Banca Etruria e altri tre istituti, tagliando fuori da qualsiasi tutela centinaia di piccoli risparmiatori truffati”, dice l’eurodeputata Rosa D’Amato

Effetti su Carige?

Se l’ipotesi di un risarcimento Ue sembra oggi lontana, di sicuro la sentenza del Tribunale, contro cui la Commissione puo’ comunque fare ricorso, apre un nuovo fronte tra Bruxelles e Roma, e non solo. Secondo la Reuters, infatti, “la decisione potrebbe anche avere ripercussioni sulla valutazione da parte della Commissione dei salvataggi bancari in corso, compresi quelli di Carige e della tedesca NordLB. I legislatori europei hanno sostenuto che entrambe le operazioni potrebbero comportare aiuti di Stato illegali”. Ma, sappiamo oggi, a Bruxelles non sono proprio infallibili.  

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