Autostrade, Atlantia chiede aiuto all'Ue: "Governo viola regole europee e ci danneggia"

Nuova tappa della disputa tra il gruppo che controllo Autostrade per l'Italia e l'esecutivo dopo il crollo del Ponte Morandi. In ballo i 23 miliardi di indennizzo per la risoluzione anticipata della concessione

La sede di ''Autostrade per l'Italia''. ANSA/FABIO FRUSTACI

Atlantia ha inviato una lettera alla Commissione europea nella quale "accusa il governo italiano di violare le norme europee e chiede a Bruxelles di intervenire nella disputa" che si è aperta dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova nel 2018. E' quanto anticipa oggi il Financial Times, riferendo che la missiva è stata inviata la scorsa settimana al vice presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, dal presidente Fabio Cerchiai e dall'ad Carlo Bertazzo.

Nella lettera i vertici di Atlanrtia, secondo quanto riferisce il quotidiano britannico, lamentano, in particolare, il fatto che le norme introdotte a fine anno dal decreto Milleproroghe hanno consentito al Governo di "ridurre drammaticamente" la compensazione dovuta al gruppo in caso di risoluzione anticipata del contratto di Autostrade per l'Italia. Inoltre, nel mirino di Atlantia c'è anche la modifica del meccanismo di definizione dei pedaggi autostradali. "Senza la nuova legge - annota Ft - il governo avrebbe dovuto pagare 23 miliardi di euro l'indennizzo per la risoluzione della concessione di Autostrade prima del 2038". Non solo. "Il top management di Atlantia lamenta anche che il Governo forzerebbe il gruppo a una vendita della quota di maggioranza in Autostrade a Cassa Depositi e Prestiti, di proprietà statale, a un valore ridotto creando un danno significativo a migliaia di investitori italiani e stranieri", riporta Ft.

Di qui, la richiesta avanzata a Bruxelles da parte dei vertici di Atlantia di assumere "tempestive e ferme iniziative con le autorità italiane per far fronte alla violazione delle regole europee", come si legge nella copia della lettera che Ft ha potuto visionare. "La lettera - prosegue - afferma anche che Atlantia ritiene che le azioni del governo, inclusa la nuova legge approvata per decreto, viola i principi della legislazione europea, inclusi quelli che riguardano il rispetto dei contratti e l'economia di libero mercato". Atlantia, riferisce ancora il quotidiano, non ha voluto commentare. Neanche il governo italiano e Dombrovskis hanno immediatamente risposto alla richiesta di commentare. La decisione del gruppo di chiedere a Bruxelles di intervenire arriva dopo le dichiarazioni del premier Giuseppe Conte, che ha detto che il futuro della concessione ad Autostrade si è trascinato per troppo tempo e che l'incertezza deve finire. Conte, prosegue, ha detto inoltre che il governo non accetterà l'offerta di 3 miliardi di euro di Atlantia per risolvere la disputa. E la holding della famiglia Benetton, secondo fonti vicine al dossier, non intende svendere la propria quota. Inoltre, il timore del gruppo infrastrutturale è che il governo respinga la proposta avanzata per ragioni politiche. 

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“La lettera di Atlantia alla Commissione europea è un tentativo maldestro di evitare l’inevitabile e cioè la revoca della concessione assegnata ad Autostrade per l’Italia", attacca Tiziana Beghin, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo. "Quelli del crollo del Ponte Morandi non hanno neanche chiesto scusa alle famiglie delle vittime e adesso con argomentazioni da Azzeccargabugli cercano di condizionare le autorità italiane nella decisione che solo a loro spetta - continua-  L’articolo 43 della direttiva sugli appalti prevede la modifica del contratto durante il periodo di validità se le condizioni previste nella procedura iniziale sono cambiate. Il dolo, dovuto anche alle mancate manutenzioni che Atlantia avrebbe dovuto fare nel corso degli anni, è ravvisabile nella morte di 43 persone nel crollo del Ponte Morandi. Ricordiamo che già lo scorso 16 gennaio la Commissione aveva risposto a una precedente lettera di Atlantia dicendo a chiare lettere che è un tema che riguarda solamente le autorità italiane. E così sarà: il governo italiano prenderà una decisione nell’interesse della verità e nel rispetto delle vittime del crollo del ponte di Genova. Nessuno ci condizionerà”, conclude Beghin.

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