L'Autorità europea del lavoro è realtà. Milano vuole la sede

Ok definitivo di Strasburgo all’Autorità per tutelare i lavoratori, contrastare il lavoro nero e assicurare la mobilità degli impiegati in Europa. Dopo la delusione dell’Ema, l’Italia punta a ospitare l'agenzia

Si chiamerà Ela, comincerà le sue attività nell’anno in corso per raggiungere la piena capacità, con uno staff di 144 persone, entro il 2024. L’Autorità europea del Lavoro incassa il via libera definitivo dell’Eurocamera a Strasburgo. Nascerà con l’obiettivo ambizioso di porre fine allo sfruttamento, contrastare il lavoro nero e assicurare la mobilità dei lavoratori in Europa. 

E mentre l’iter parlamentare si conclude, c’è già chi si interroga su dove avrà sede l’Autorità. La città di Milano, “scippata” nella decisione finale sull’Agenzia europea dei medicinali, l'Ema, che finì ad Amsterdam a seguito di un’estrazione tra le due città finaliste, è intenzionata a giocarsi la partita fino in fondo. Con la speranza di aggiudicarsi la sede della nuova Autorità.

Nel mentre, festeggiano i socialisti, soddisfatti per essere arrivati al traguardo prima che finisse la legislatura europea. Per l’eurodeputata Agnes Jongerius, il voto della plenaria “rappresenta una premessa importante per prevenire e fermare le pratiche abusive e fraudolente”. “Il compito dell’Autorità europea del Lavoro sarà proprio questo e ci aiuterà a combattere ogni forma di sfruttamento dei lavoratori in Europa” esulta la portavoce dei socialisti e democratici in materia di lavoro e affari sociali.

“Con oltre 20 milioni di lavoratori mobili nell’Ue, proteggere i lavoratori, i diritti sociali e garantire una giusta mobilità, sono aspetti che rivestono carattere di priorità”, spiega invece Georgi Pirinski, negoziatore del gruppo per l'Autorità europea del Lavoro. “Ora l’Ela deve entrare nel pieno delle proprie funzioni quanto prima possibile”, conclude la deputata Agnes Jongerius.

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