Tra tasse e accise, l'auto in Italia costa più che in Germania, Francia e Regno Unito

Le stime dell'Acea, l'associazione europea dei costruttori: in un anno, le imposte dirette e indirette sui veicoli fanno incassare allo Stato 74,4 miliardi. Per un costo pro-capite di 1.230 euro. Ma c'è chi sta peggio di noi

Tra Iva, bollo e accise sulla benzina, lo Stato italiano incassa in un anno 74,4 miliardi. In media, ogni cittadino paga 1.230 euro. Più di quanto versano ai rispettivi erari i maggiori Paesi Ue, dalla Germania al Regno Unito, passando per Francia e Spagna. E' quanto emerge dal report annuale Tax Guide stilato dall'Acea, l'Associazione dei costruttori europei di automobili. 

Il report si concentra su 15 Stati membri e contiene le ultime informazioni sulle imposte sull'acquisto dei veicoli (Iva, imposta sulle vendite, tassa di immatricolazione), sulla proprietà dei veicoli (tassa annuale di circolazione, pedaggi autostradali) e sull'automobile (tassa sul carburante e sui lubrificanti) nell'Unione europea e in altri mercati chiave in tutto il mondo. Nel complesso, la tassazione dei 15 Paesi Ue ha garantito nell'ultimo anno analizzato entrate fiscali per 428 miliardi di euro. 

Questa cifra - in aumento del 3,5% rispetto all'anno precedente - rappresenta più di due volte e mezzo il bilancio totale dell'Ue. Il Paese che incassa di più in termini assoluti è la Germania, con 92 miliardi di entrate. A seguire c'è la Francia (79 miliardi), tallonata da vicino dall'Italia. Fuori dal podio il Regno Unito, con 56,3 miliardi, mentre la Spagna è tra i Paesi meno cari, con appena 28,1 miliardi di introiti. 

ACEA_Tax_Guide_2019_table-2

La classifica cambia se si rapporta l'ammontare delle tasse incassate con il numero di abitanti. Se in Italia, come dicevamo, ogni cittadino versa in media 1.230 euro per le varie voci di spesa legate all'acquisto e al mantenimento dell'auto, in Francia il costo pro-capite si aggira sui 1.180 euro, mentre in Germania supera di poco i 1.110 euro. Decisamente più bassa la spesa pro-capite per britannici e spagnoli: i primi pagano 850 euro all'anno, i secondi poco più di 600. Certo, c'è anche chi sta peggio di noi: in Belgio, per esempio, il costo pro-capite è di 1.719 euro, mentre in Austria si attesta sui 1.600.   

Tornando al report generale, l'Acea evidenzia notevoli differenze nei livelli di tassazione nell'UE. Per quanto riguarda la base imponibile, alcuni Stati membri continuano a tassare le autovetture sulla loro potenza, il prezzo, il peso, la cilindrata o una combinazione di questi fattori. Tuttavia, i Paesi applicano sempre più spesso una tassazione basata sulle emissioni di Co2. Secondo la Tax Guide, 21 Stati membri dell'Ue tassano ora i veicoli a motore in base ai loro livelli di emissioni di Co2. 

C'è poi il capitolo auto elettriche: gli incentivi per l'acquisto di tali veicoli sono a oggi disponibili in 24 dei 28 Stati membri dell'Ue, anche se la natura e il valore monetario di questi benefici varia notevolmente. Infatti, mentre la maggior parte dei paesi concede sgravi o esenzioni fiscali per le auto elettriche, solo 12 Stati membri dell'Ue offrono bonus o premi agli acquirenti di questi veicoli.

"Le misure fiscali sono uno strumento cruciale per dare forma alla domanda dei consumatori di veicoli a zero e a basse emissioni -ha spiegato il segretario generale dell'Acea, Erik Jonnaert- Dato che l'accessibilità economica delle auto elettriche è ancora una delle principali barriere alla loro più ampia diffusione sul mercato, le case automobilistiche europee incoraggiano fortemente i 28 governi nazionali a mettere in atto programmi di incentivazione significativi".

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