Il principio “stesso lavoro stesso salario”, varrà anche per gli autisti di camion nel cabotaggio stradale

Il Parlamento propone una riforma per evitare che anche in questo settore si sfruttino i dipendenti facendoli lavorare all'estero ma con le condizioni, spesso meno favorevoli, del proprio Paese di origine. Polemico il M5s

Se un autista di camion svolge gran parte del suo lavoro in un altro Paese membro, è giusto che sia pagato alle stesse condizioni dei lavoratori del posto. Lo chiedono gli eurodeputati che hanno approvato un emendamento alle norme Ue del settore in cui si afferma che le regole sui lavoratori distaccati, basate sul principio della "parità di retribuzione per lavoro uguale", si devono applicare anche alle consegne cosiddette "di cabotaggio". 

Cos'è il cabotaggio stradale

Il cabotaggio stradale è l'attività di trasporto merci interna a un determinato Stato membro quando questo è diverso da quello in cui ha la sede l'azienda che compie questo trasporto. Spesso accade che una ditta sia basata in una nazione dove gli stipendi sono più bassi, e i diritti dei lavoratori inferiore, ma nei fatti questa ditta opera quasi esclusivamente in altri Stati dove le condizioni per i dipendenti sarebbero più favorevoli. In questo modo l'azienda punta a ridurre i suoi costi in maniera scorretta. Per evitare questa distorsione del mercato i deputati chiedono che venga richiesto che la sede della ditta di trasporti sia nel Paese in cui si svolge la parte più sostanziale della sua attività.

Il provvedimento

Il testo completo del provvedimento, approvato in commissione Trasporti del Parlamento europeo, prevede anche altre modifiche alla legislazione corrente. Sempre per assicurare migliori condizioni di lavoro per i conducenti si chiede che le aziende organizzino i loro orari in modo che, una volta ogni tre settimane, questi siano in grado di tornare a casa o in un altro luogo di loro scelta per un riposo settimanale.

La riforma mira a intensificare le ispezioni e i controlli su strada, nonché ad accelerare la cooperazione tra le autorità nazionali per contrastare sia le frodi relative all'orario di lavoro, ai periodi di riposo, che al "cabotaggio" e al distacco dei conducenti. Sempre riguardo al "cabotaggio" si afferma che i valichi di frontiera debbano essere registrati nel tachigrafo di un camion per aiutare a rilevare gli imbrogli.

Polemico il M5s

Le nuove norme non sono piaciute al Movimento 5 stelle, che accusa il capogruppo del Ppe Manfred Weber di aver "serrato le fila del suo gruppo per legalizzare di fatto il dumping sociale all’interno dell’Unione europea". Weber, secondo l'accusa della capogruppo M5s Laura Agea, avrebbe inviato prima del voto una mail ai suoi colleghi di partito: "Il Movimento 5 stelle ha proposto alcuni compromessi per norme più stringenti in favore dei lavoratori e contro il dumping sociale, sostenendo l’inclusione anche del trasporto internazionale nelle norme sul distacco. Tuttavia, il blocco a trazione tedesco si è mobilitato per imporre la propria volontà. È una sconfitta per tutti”, conclude Agea.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • I lavoratori stranieri bocciano l'Italia: “Economia senza prospettive”. Meglio il Vietnam

  • Meloni contro l'Ue: “Blocca seggiolini auto anti-abbandono”. Ma è davvero così?

  • Cinque posti dove sei pagato solo per viverci. E c'è anche l'Italia

  • Migranti, M5s: "Porti chiusi senza intesa Ue". Ma la Francia: "Prima sbarchi, poi solidarietà"

  • Migranti, il governo tedesco si spacca sulla 'solidarietà' all'Italia

  • Regno Unito nuova Singapore, paura Ue: con la Brexit Londra mega paradiso fiscale

Torna su
EuropaToday è in caricamento