L'Austria taglia le indennità per i figli di cittadini Ue. E la Romania s'infuria

Vienna ha deciso di ridurre i contributi ai genitori di altri Paesi membri che lavorano nel Paese. Per Bucarest è una violazione dei principi dell'Unione

Il premier austriaco Sebastian Kurz

Una violazione dei principi alla base della legislazione dell'Ue. Cosi' la Romania ha bollato la decisione del governo di centrodestra austriaco di ridurre le indennità per i figli dei cittadini europei che lavorano nel Paese. 

In una nota diramata dal ministero degli Esteri rumeno, Bucarest esprime preoccupazione per la misura varata dall'Austria, che prevede che le indennità per i figli a carico dei cittadini Ue siano equiparate a quelle previste dai loro Paesi d'origine. La misura si attua solo ai minori che continuano a vivere nel loro Paese e non a quelli effettivamente residenti in Austria. 

La Romania, che dal primo gennaio ha assunto la presidenza di turno dell'Ue, considera che l'appartenenza all'Unione obbliga tutti gli Stati a garantire un trattamento corretto, equo e non discriminatorio a tutti i cittadini europei. Per questo, metterà l'argomento nell'agenda europea dei prossimi mesi. 

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