Indagine Ue su Amazon: avrebbe favorito alcune aziende a scapito di altre

E' l'accusa mossa dall'Antitrust europeo. Il colosso del commercio online avrebbe utilizzato i dati sensibili dei rivenditori in modo irregolare

Amazon potrebbe aver utilizzato in modo irregolare i dati sensibili dei privati che utilizzano gli spazi del colosso del web per le loro inserzioni e le lore attività di vendita on-line. Per questa ragione la Commissione europea ha deciso di avviare un’inchiesta approfondita nei confronti del colosso dell'e-commerce a stelle e strisce.

Le accuse

Abuso di posizione dominante e restrizioni all’accesso del mercato i presunti illeciti su cui l’Antitrust a dodici stelle intende fare chiarezza. C’è il sospetto che Amazon abbia agito in barba alla regole comunitarie. Se così fosse scatterebbero multe, anche se per ora Bruxelles non si sbilancia e precisa che l’avvio di verifiche non pregiudica comunque l’esito delle stesse.

L’indagine esaminerà quali dati Amazon utilizza per scegliere un venditore come opzione predefinita per un dato prodotto quando un utente clicca sul pulsante “acquista”. Il noto portale web non si limita alla vendita diretta, ma mette a disposizione degli spazi ad altri rivenditori. Sono le cosiddette “caselle di acquisto”, o “buy box”, dove gli utenti di internet possono aggiungere articoli per l'acquisto al loro carrello.

Queste concessioni però sembrano dipendere dati sensibili provenienti da rivenditori indipendenti. Si teme che Amazon decida arbitrariamente chi ammettere sulla propria piattaforma sulla base dei dati. “Ho deciso di dare uno sguardo molto da vicino alle pratiche di business di Amazon e al suo duplice ruolo di marketplace e venditore al dettaglio, per valutare la sua conformità alle regole sulla concorrenza della Ue”, annuncia il commissario alla Concorrenza, Margrethe Vestager.

"E' importante che il consumatore possa confrontare tutte le offerte e che il ranking dei risultati durante la ricerca di un prodotto non dipenda dai vantaggi di Amazon ma da un confronto competitivo basato sui meriti, sia rispetto alla qualità e convenienza del bene venduto sia rispetto all'affidabilità e serietà dell'azienda che lo vende", dice il presidente dell'Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona.

Non è la prima volta che Amazon finisce sotto i riflettori della commissaria Vestager. Nell’ottobre del 2017, la responsabile dell'Antitrust Ue aveva chiesto al Lussemburgo di recuperare dall’impresa americana 250 milioni di euro di tasse non pagate, frutto di accordi fiscali illegali concessi dal Granducato al colosso del web.

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