Altro che Checco Zalone, la vita degli statali è puro stress

Uno studio del Comitato per il dialogo sociale della Ue smonta il paradigma dello statale in paradiso: "violenze, maltrattamenti ed aggressioni espongono il dipendente pubblico a livelli di stress più elevati della media". Gli effetti? "Inefficienza, giorni di malattia ed infortuni"

Violenze, maltrattamenti ed aggressioni negli uffici, negli ospedali e nelle scuole pubbliche. Il lavoro dei dipendenti statali è ben lungi dall'essere quel paradiso di pace illustrato da Checco Zalone, almeno stando a quanto sostiene il Comitato per il dialogo sociale della Ue, forum di confronto tra rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori istituito nel 1992. "In tutta Europa - rileva uno studio del Comitato - i lavoratori della pubblica amministrazione sono sottoposti a stress eccessivo e a rischi che possono ripercuotersi non solo sulla loro salute ma anche sul buon funzionamento dell'amministrazione".

Gli effetti dello stress da statale

Gli effetti di tale stress si fanno sentire: inefficienza e crollo della produttività sul lavoro, elevato numero di assenze per malattia, umore basso, un maggior rischio di infortuni per un calo dell'attenzione, aumento di reclami e segnalazioni da parte degli utenti. "Fattori - sostengono ancora i rappresentanti delle parti sociali - che aggravano i costi e causano danni d'immagine agli enti statali".

I rischi per i dipendenti pubblici

In uno studio precedente, l'Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro aveva già dimostrato che, su 7 dei fattori di rischio psicosociale a cui potrebbero andare soggetti i lavoratori statali, 6 di questi raggiungevano livelli molto più alti della media.

I fattori che in particolare sono risultati con un rischio rilevante sono la violenza e l'aggressione da parte di utenti e clienti negli uffici pubblici, di pazienti nella sanità pubblica, di allievi nella scuola e di altre categorie considerate 'problematiche', perché espongono il lavoratore statale a situazioni in cui la reazione dei soggetti può trascendere e arrivare al maltrattamento verbale ma anche fisico. Nell'amministrazione centrale, è stato riscontrato un rischio elevato in oltre il 68% delle sedi oggetto dello studio.  

Problema non solo italiano, ma continentale

Il problema non riguarda solo la pubblica amministrazione italiana ma assume una dimensione europea: nello studio condotto vengono infatti riportati casi di violenza avvenuta in Gran Bretagna ai danni di dipendenti del fisco e in Spagna contro la polizia penitenziaria.

Come diminuire i fattori di stress

Nel documento vengono dati alcuni suggerimenti per evitare di sottoporre i dipendenti statali ai rischi causa di stress: individuare tutti i potenziali pericoli connessi allo svolgimento delle mansioni, istituire delle figure e delle strutture che dovranno supportare i dipendenti pubblici, erogare formazione specifica e, in considerazione dell'elevato numero di donne impiegate statali, prendere contromisure in modo che non possano essere esposte a molestie o violenze di alcun genere.

Vengono anche fornite precise linee guida sull'ambiente di lavoro come, ad esempio, la giusta illuminazione degli uffici e la presenza delle uscite di sicurezza e inoltre vengono date indicazioni sulle modalità di svolgimento dell'attività lavorativa, dall'adozione della flessibilità degli orari alla possibilità del telelavoro sfruttando le moderne tecnologie.  

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Commenti (2)

  • Penso che l'autore si sia drogato. È evidente. Le cose stanno proprio al contrario. "Inefficienza, giorni di malattia ed infortuni" sono la routine degli statali. Fancazzisti di professione, eccessivamente pagati. Maltrattati poco. Forse sono stressati per farci rientrare anche fare la spesa, rigorosamente in orario di lavoro, un secondo lavoro, e naturalmente non può mancare un'abbondante colazione e l'attenta lettura del giornale. Poi le chiacchiere coi colleghi, per tenersi costantemente aggiornati. Poi hanno il problema di come spendere tutti i soldi che guadagnano. Se non gli va bene, vadano nel privato. Contratti a chiamata, pagati 1/4, non puoi fermarti neppure per andare a gabinetto, ecc. Se poi penso che un docente delle superiori prende 2000€ netti mese per 14 mensilità per lavorare circa 24 ore settimana, è una vergogna. Se penso che non hanno mai fatto alcuno studio sulle tecniche di insegnamento, non vengono mai verificati se sono aggiornati, ripetono la stessa parpadella per 30 anni. A frustate. Per poi non parlare delle maestre d'infanzia che sono strapagate per fare le baby sitter.

    • Poverini hanno lo stress di non fare un tubo, riguardo i salari al'inail prendono anche più di 2000 euro al mese e vanno in pensione con ben 1700 o 1800 euri netti al mese lo so perchè mia cugina ci lavorava dentro e mi raccontava che suoi colleghi non facevano un tubo e quindi le portavano le loro pratche in stile fantozzi visto che non facevano una beneamata cippa!

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