Acciaio, dall'Ue nuovo schiaffo alla Germania: bocciata fusione TataSteel-ThyssenKrupp

Vestager: "Problemi per concorrenza e prezzi". A febbraio aveva impedito alla tedesca Siemens di acquisire la francese Alstom

La commissaria alla Concorrenza Margarethe Vestager

Tata-ThyssenKrupp, questo matrimonio non s’ha da fare. La Commissione europea vieta la fusione tra i due gruppi in ragione delle conseguenze di una simile unione. L’Antitrust comunitario teme un’eccessiva riduzione della concorrenza nel mercato siderurgico con aumento dei prezzi per i diversi tipi di acciaio. Dunque la creazione del grande gruppo non si farà, anche in assenza di rimedi “adeguati” per fugare i dubbi di Bruxelles.

Non è la prima volta che l’Ue boccia progetti di fusioni tra grandi gruppi industriale, evitando così la nascita di veri e proprio colossi industriali. L’ultimo caso fu il ‘no’ al sodalizio tra i tedeschi di Siemens e i francesi di Alstom, arrivato a febbraio di quest’anno. Anche in quel frangente si ravvidero rischi per la concorrenza, con la possibilità di creare un gigante dominante del settore. Oggi un altro schiaffo ai tedeschi, per le stesse ragioni.

“Abbiamo vietato la fusione per evitare gravi danni ai clienti industriali e ai consumatori europei”, spiega il commissario per la Concorrenza, Margrete Vestager. “L'acciaio – ricorda – è fondamentale per molte cose che usiamo nella nostra vita quotidiana, come cibo in scatola e automobili. Milioni di persone in Europa lavorano in questi settori e le aziende dipendono dai prezzi competitivi dell'acciaio per vendere a livello globale. Senza rimedi per risolvere i nostri gravi problemi di concorrenza, la fusione tra Tata Steel e ThyssenKrupp avrebbe comportato prezzi più elevati”.

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Aver impedito l’unione tra Tata e ThyssenKrupp è dunque la risposta giusta ai rischi posti dall’operazione. “La decisione odierna preserva una concorrenza effettiva sui mercati siderurgici europei e sulla competitività di questo settore”, sostiene Vestager, tra i candidati alla guida della prossima Commissione europea.

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