I Panama Papers? Scordateveli, per la Ue Panama non è più un paradiso fiscale. E con lei altri 7 paesi

I ministri delle Finanze dei 28 Stati membri hanno tolto dalla blacklist appena varata 8 giurisdizioni su 17. I Verdi insorgono: "non c'è trasparenza". E Oxfam propone una contro-lista nera con 35 paradisi fiscali, tra cui 4 paesi della Ue

© European Parliament

I Panama Papers? Scordateveli. Per la Ue e più precisamente per i suoi 28 ministri delle finanze, Panama, il paese che ha permesso uno dei maggiori scandali di evasione ed elusione fiscale degli ultimi anni, con tanto di politici di diversi paesi coinvolti, non è più un Paradiso fiscale. E con lei altri otti paesi escono dalla lista nera stilata appena un mese e rotti fa: Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Barbados, Tunisia, Mongolia, Macao e Grenada. Gli otto entrano nella lista grigia che include già 47 paesi, quelli che si sono impegnati a prendere misure per contrastare l'evasione fiscale.

Rimangono nella lista nera appena 9 giurisdizioni: Samoa, Samoa americana, Bahrein, Guam, Isole Marshall, Namibia, Palaos, Sainte-Lucie e Trinidad et Tobago.

I perché della "promozione" alla lista grigia

La “promozione” di Panama e gli altri alla lista grigia sarebbe dovuto proprio al fatto che tali Stati hanno assunto degli impegni precisi per uniformarsi agli standard internazionali di contrasto dell'evasione e dell'elusione fiscale, cosi' come richiesto dai ministri Ue. Tali paesi resteranno sotto controllo, ma non saranno, per il momento, al centro delle misure che Bruxelles intende adottare per “punire” i paradisi fiscali. Misure che peraltro non sono ancora state definite e approvate. 

I verdi non ci stanno: "manca trasparenza"

"La decisione di oggi debilita la credibilità di questa lista", il commento di Eva Joly, ex magistrato francese impegnata in prima fila nella lotta alla corruzione ed ora eurodeputata dei Verdi e vicepresidente della Commissione di inchiesta sui Panama Papers, che se la prende con la scarsa trasparenza dimostrata dai 28 nell'elaborazione della lista e nelle sue modifiche. 

"E' una buona cosa che certi paesi si impegnino a migliorare la propria condotta fiscale - continua Joly - ma tutto ciò deve avvenire con trasparenza, che è l'unica garanzia di un progresso reale nelle questioni fiscali. Esigiamo quindi la pubblicazione degli impegni presi dai paesi ritirati dalla lista e la trasparenza nella valutazione della loro messa in atto". 

La contro-lista nera di Oxfam: 35 paesi tra cui 4 della Ue

Secondo un'analisi pubblicata da Oxfam, le liste dei 28 sono fin troppo generose. Per l'Ong specializzata in questioni di trasparenza, la sola lista nera dei Paradisi Fiscali dovrebbe includere 35 paesi, tra cui anche 4 Stati Ue, come Lussemburgo, Irlanda, Olanda e Malta. D'altronde proprio nei Panama Papers figuravano politici maltesi, una pista seguita anche dalla giornalista Daphne Caruana Galizia, assassinata nello scorso Ottobre.  

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • "Basta sconti a Germania e Olanda", l'Italia e 17 Paesi lanciano la sfida sul bilancio Ue

  • L'Italia perde potere al Parlamento Ue. Ed è 'colpa' della Lega

  • In un mese 50 aerei lasciati a terra perché a rischio. C'è anche Ryanair

  • La Plastic Tax in Europa è già realtà

  • Netflix e Amazon Prime stanno uccidendo il cinema

  • Banche in crisi, la Germania apre a un fondo Ue di salvataggio

Torna su
EuropaToday è in caricamento