Non studio, non lavoro, non mi formo: un giovane italiano su quattro bollato come Neet

Il nostro paese guida la classifica Ue dei ragazzi disoccupati e fuori da percorsi di studio o formazione. In Europa la media è del 14,7%

Cala in Europa la percentuale di "Neet", i giovani tra 18 e 24 anni che non hanno un lavoro né studiano o seguono un corso di formazione. Diminuiscono anche in Italia, ma di poco. Non abbastanza per togliere di dosso al nostro paese la maglia nera dei Neet. E' quanto emerge dai dati pubblicati da Eurostat, secondo cui dal 2012, nell'Unione europea, la proporzione di giovani di età compresa tra i 18 ei 24 anni non occupati né impegnati in un percorso di istruzione o formazione è diminuita da un picco del 17,2% all'attuale 14,3%, un dato simile ai livelli pre-crisi. Da noi la percentuale è decisamente più alta: un giovane italiano su quattro, il 25,7%, rientrava in questa categoria.

Una generazione perduta?

Il fenomeno riguarda in quasi egual misure ragazzi e ragazze, anche se sono soprattutto i maschi a far registrare il dato più alto (26,1%). Il dato sale al 30,1% se si guarda alla fascia d'età superiore, quella tra i 25 e i 34 anni. Segno di una generazione che fa fatica a immettersi nel mercato del lavoro, anche riprendendo i libri in mano o seguendo percorsi formativi. 

La situazione nel resto d'Europa

Allargando lo sguardo al resto dell'Ue, dietro l'Italia ci sono Cipro (22,7%), Grecia (21,4%), Croazia (20,2%) , Romania (19,3%) e Bulgaria (18,6%). Un tasso di Neet'superiore al 15% è stato registrato anche in Spagna (17,1%), seguito da Francia (15,6%) e Slovacchia (15,3%). La percentuale più bassa di Neet di età compresa tra 18 e 24 anni è stata registrata nei Paesi Bassi (5,3%), davanti a Slovenia (8,0%), Austria (8,1%), Lussemburgo e Svezia (entrambi 8,2%), Repubblica ceca (8.3 %), Malta (8,5%), Germania (8,6%) e Danimarca (9,2%).

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