Stage gratuiti o sottopagati, il Parlamento Ue dice basta

Retribuzione obbligatoria di almeno 800 euro al mese, assicurazione garantita e durata massima di 9 mesi. Ecco come cambieranno i tirocini negli staff degli eurodeputati

Sembra un paradosso, ma dentro la casa della democrazia, della libertà e dei diritti, molti giovani lavorano senza compenso e non gli vengono riconosciute nemmeno le più elementari tutele sociali. E a perpetrare tali soprusi sono alcuni tra gli stessi eurodeputati che fanno grandi discorsi in aula sui diritti dei lavoratori. È quanto emerge da una consultazione lanciata dall’Intergruppo “Giovani del Parlamento europeo” dalla quale si apprende che un quarto dei 233 stagisti intervistati riceve un compenso inferiore ai 600 euro al mese e che l’8% dei tirocinanti non viene retribuito affatto. Quattro su dieci di loro affermano di lavorare oltre 40 ore settimanali e il 15% sostiene di superare le 45 ore in ufficio dal lunedì al venerdì.

Una condizione destinata a cambiare grazie alle nuove regole approvate dal Bureau del Parlamento europeo, e che entreranno in vigore a partire dalla prossima legislatura. All’attuale durata, non soggetta ad alcuna regola, dei tirocini subentra così un limite massimo di 9 mesi e l’assicurazione sanitaria e per gli incidenti verrà garantita a tutti gli stagisti degli eurodeputati. 

Ogni europarlamentare potrà contare su un massimo di tre stagisti e dovrà retribuirli dagli 800 ai 1313 euro al mese. Quest’ultimo limite retributivo corrisponde a quanto vengono pagati i cosiddetti Schuman trainee, tirocinanti dell’Eurocamera che lavorano per le direzioni amministrative dei funzionari a Bruxelles o in Lussemburgo. 

“La decisione è in linea con le nostre richieste - commenta Brando Benifei, eurodeputato PD e copresidente dell’Intergruppo Giovani - e viene da diversi mesi di battaglia politica”. “Continueremo a lavorare - promette Benifei - per migliorare la situazione di tutti i giovani europei, spesso intrappolati in una spirale di stage di basso valore formativo e altre forme non standard di lavoro”.

“Il Parlamento è la casa di tutti i cittadini e deve dare l’esempio”, ha precisato David Sassoli, vicepresidente del Parlamento europeo. “Il lavoro dei giovani deve essere remunerato e valorizzato”, ha concluso il volto storico del Tg1. 

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