Scuola, l'Ue boccia gli studenti italiani: “Male in lettura e scienze”. E il numero dei laureati è tra i più bassi d'Europa

Anche se migliorano in generale le performance nel settore dell'istruzione, resta il ritardo del nostro paese nella formazione del capitale umano rispetto al resto dell'Unione

ANSA/ALESSANDRO DI MEO

L'Italia è tra i paesi Ue con la più bassa percentuale di studenti laureati. Il tasso di abbandono scolastico, pur diminuendo, resta sopra la media europea. E sempre sopra la media dei 28 paesi membri sono i quindicenni che fanno registrare voti insufficienti in lettura, scienze e matematica. Sono questi i risultati dell'edizione 2017 della relazione di monitoraggio della Commissione del settore dell'istruzione e della formazione. Dati che confermano il ritardo del nostro paese nella formazione del capitale umano.  

A saltare agli occhi è innanzitutto il dato sul tasso di istruzione terziaria tra i giovani di età compresa tra i 30 e i 34 anni, uno dei più bassi nell'Unione: il 26,2% contro il 39,1%. Parliamo di statistiche relative al 2016: tre anni fa il tasso era ancora più basso (22,5%). 
La situazione migliora anche per quanto riguarda l'abbandono scolastico: era il 16,8% nel 2013, è passato al 13,8% nel 2016. La media Ue (10,7%) resta comunque lontana.

Stessa dinamica si registra anche per altri indicatori. Il tasso di occupazione dei neodiplomati, per esempio, che sale al 52,9% contro il 78,2% della media Ue. Ma anche la partecipazione degli adulti all'apprendimento permanente: 8 su 100 fanno un corso di formazione, mentre nel resto dell'Unione sono 10 ogni 100.

Sopra la media Ue, poi, le percentuali di studenti quindicenni che fanno registrare risultati insufficienti in lettura (21%), scienze (23,2) e matematica (23,3). E preoccupa il fatto che proprio in matematica, tre anni il dato era migliore. 

“La riforma della scuola del 2015 è in fase di attuazione e potrebbe migliorare i risultati dell'apprendimento e aumentare l'equità”, scrive la Commissione Ue. “Il sistema dell'istruzione superiore – prosegue Bruxeles - deve confrontarsi con la sfida dell'invecchiamento del personale docente e del suo assottigliamento”. 

La Commissione segnala miglioramenti sul fronte della spesa in istruzione: “La tendenza negativa nel finanziamento dell'istruzione superiore è stata invertita, grazie all'assegnazione di risorse supplementari su base selettiva”. Resta pero' critico “il passaggio dall'istruzione al mondo del lavoro”, anche per le persone altamente qualificate. “Questa situazione causa l'esodo di personale con competenze elevate”, conclude Bruxelles. 

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