“Riparte Europhonica”, il sogno europeo di Megalizzi e Bartek di nuovo 'on air'

Si riaccendono i microfoni. I colleghi dei due giovani giornalisti vittime dell’attentato a Strasburgo tornano in onda sulle radio universitarie

Sulle note dell’Inno alla gioia, lunedì 11 febbraio sono riprese le trasmissioni radio di Europhonica, programma che va in onde sulle stazioni universitarie di sette Paesi europei. A due mesi esatti dalla tragica morte di Antonio Megalizzi e Bartozs Orent-Niedleski, per tutti Bartek, vittime dell’attentato di Strasburgo, si sono riaccesi i microfoni della trasmissione per cui lavoravano i due giovani giornalisti. L’ospite della prima puntata, il presidente dell’Eurocamera Antonio Tajani, poco prima di partecipare alla trasmissione ha scoperto una targa in memoria di Megalizzi e Orent-Niedzielski all’ingresso degli studi radiofonici della sede di Strasburgo del Parlamento europeo

“Siamo onorati - spiega Alice Plata, una delle fondatrici Europhonica - che si riconosca una parte del Parlamento ai nostri amici caduti, come tante altre stanze e luoghi dedicati ai tanti giornalisti che hanno perso la vita per fare il loro lavoro”. A pochi passi da quegli studi c’è infatti la sala stampa dedicata alla reporter maltese Daphne Caruana Galizia, uccisa nel 2017 mentre lavorava a un’inchiesta su un giro di corruzione e malaffare che coinvolgeva diversi Paesi europei. 

Dagli studi radiofonici oggi a loro dedicati, Megalizzi e Orent-Niedzielski fino a pochi mesi fa registravano le puntate di Europhonica, trasmissione dedicata ad approfondire i temi europei più importanti. Dall’immigrazione alle politiche agricole, dai diritti dei cittadini alle nuove possibilità per i giovani. Per dirla tutta, Europhonica stessa rappresenta un’opportunità per gli studenti universitari italiani che vogliono parlare d’Europa. Il programma è aperto alla partecipazione di chi dà voce alle 28 radio universitarie dell’associazione RadUni. “Insieme al nostro circuito gemello Radio Campus France, che conta 23 emittenti radiofoniche, costituiamo lo zoccolo duro di questo progetto”, spiega Alice Plata. “A noi si sono uniti Grecia, Spagna, Portogallo, Slovenia e Germania - ricorda la giovane giornalista - e speriamo che molti altri colleghi di radio universitarie e radio di comunità di tutta Europa vogliano partecipare al progetto”.  

Un programma molto difficile da mandare in onda ogni mese, visti i costi di trasporto e permanenza a Strasburgo degli studenti-giornalisti. “Quello della sostenibilità economica è stato finora il nostro problema principale”, sottolinea Plata, “abbiamo ricevuto molte promesse dagli europarlamentari, dal presidente Tajani, anche dal presidente del Consiglio italiano Conte, ma la nostra volontà è quella di continuare in ogni modo a includere altri studenti e giovani per raccontare l’Europa nel migliore dei modi”.  Per via del lutto e della temporanea sospensione del progetto, l’ultima selezione degli studenti che vogliono lavorare alla trasmissione è stata interrotta nello scorso mese di dicembre.

“Ad aprile si aprirà un bando di partecipazione”, assicura Plata, precisando che l’opportunità di collaborare a Europhonica “sarà aperta per tutti i soci delle radio universitarie italiane”. Il consiglio rivolto agli studenti interessati è quindi quello di “avvicinarsi alla radio universitaria per imparare le tecniche di base”, chiarisce Plata. Raccontare l’Europa in maniera seria e competente non è per niente facile, ma la forte motivazione che ispira i ragazzi di Europhonica può contare ancora oggi sul sostegno di Antonio e Bartozs, modelli d’ispirazione del giornalismo presente e futuro. 

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