Chi ha fatto l'Erasmus ha il 45% di possibilità in più di trovare lavoro

I dati distribuiti in occasione della conferenza sul futuro del lavoro della Commissione europea

Sarà probabilmente una maggiore e una migliore competenza linguistica, o sarà probabilmente la dimestichezza nello stare assieme a persone con diverse caratteristiche. O magari la capacità di adattamento a nuove realtà e chissà, magari anche un pizzico di maggiore dinamicità. Sta di fatto che chi ha avuto un’esperienza all’estero durante il periodo di studi ha maggiori possibilità di trovare un impiego.

Nessuno scherzo, lo dicono i numeri. Quelli diffusi in occasione della conferenza sul futuro del lavoro ospitata a Bruxelles dalla Commissione europea. I partecipanti al programma di mobilità Erasmus per studenti e giovani professionisti risultano il 45% “più occupabili” rispetto ai loro colleghi che hanno deciso di non spostarsi. Vuol dire che hanno più possibilità in più di trovare lavoro. La generazione Erasmus, in sostanza, sembra avere una marcia in più.

Erasmus o non Erasmus, qualcosa si è mosso comunque, a livello generale. L’esecutivo comunitario rivendica i successi delle proprie politiche a sostegno della crescita. Dal 2014 a oggi, vale a dire nel corso dell’attività della Commissione Juncker, sono stati creati 12,5 milioni di posti di lavoro e, sempre facendo un raffronto con il 2014, il tasso di disoccupazione dell’Ue risulta in calo (da 10,2% all’attuale 6,5%).

“Il piano per gli investimenti era stato chiamato ‘piano Juncker’, così se le cose fossero andate male ci sarebbe stato qualcuno con cui prendersela, ma il piano funziona e adesso si chiama piano europeo per gli investimenti”, dice il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, intervenendo alla conferenza.

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