Allarme nelle campagne europee, mancano i giovani agricoltori. Il Parlamento Ue chiede incentivi

Rapporto firmato dell'eurodeputato PD Nicola Caputo per aumentare i fondi PAC per i giovani e migliorare l'accesso alla terra e al credito. In 40 anni ribaltato l'equilibrio demografico, situazione grave in Italia.

© European Union , 2017 / Source: EC - Audiovisual Service

Vado a vivere in campagna: il Parlamento Ue chiede un aumento dei fondi per i giovani che si vogliono dedicare all'agricoltura in modo da incentivare il ricambio generazionale nei campi. In concreto il rapporto di iniziativa sugli effetti della riforma della PAC, entrata in vigore nel 2013, sui giovani, firmato dall'eurodeputato del PD Nicola Caputo, chiede di alzare il massimale del 2% degli aiuti diretti destinati agli under 40 che scelgono di intraprendere un'attività agricola o di allevamento. 

La proposta presentata da Caputo, che dovrà essere discussa in Commissione agricoltura dell'eurocamera, prevede inoltre misure per migliorare l'accesso alla terra ed al credito. "La risoluzione - il commento del Presidente dei giovani agricoltori europei Jannes Maes riportato dall'ANSA - sottolinea la necessità della definizione di agricoltore attivo, questo, in combinazione con specifiche misure per i giovani agricoltori, servirà a facilitare l'ingresso dei giovani nel settore".

Più preparati ma troppo pochi. Situazione grave in Italia

Pur essendo più competitivi, più preparati e più aperti all'innovazione e alla produzione sostenibile, i giovani in agricoltura sono ancora troppo pochi in Europa. Gli under 35 anni (anche se i fondi per i 'giovani' sono disponibili fino ai 40) nel 2010 rappresentavano circa il 7,5% del totale, ma le ultime stime disponibili, del 2013, vedono la percentuale ridursi al 6%. Oggigiorno oltre la metà degli agricoltori europei, il 55,8%, ha più di 55 anni, di questi, oltre il 30% sono over 65 e la situazione è ancora peggiore in Italia con i giovani che sono poco più del 5,1% e quelli in età pensionabile il 37,2%.

A livello demografico, il panorama è profondamente mutato dal 1979: allora gli under 35 erano il 20% e gli over 65 l'11%. In 4 decadi gli equilibri si sono praticamente rovesciati con pesanti rischi per la sostenibilità del settore.

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