Via libera alla revisione della PAC: equilibrio nella filiera, protezione dai rischi e più soldi ai giovani

Dal primo gennaio entrano in vigore le modifiche della Politica Agricola Comune, azioni per proteggere la base della filiera, per assicurare una pronta risposta alle crisi di produzione e di mercato e per facilitare il ricambio generazionale in campagna.

© European Communities

Rendere più equa la filiera, rafforzare la capacità di rispondere ai rischi di produzione e di mercato e strumenti più flessibili per aiutare i giovani agricoltori. Sono queste i 3 punti forti della riforma della PAC, la Politica agricola comune, approvata oggi dal Parlamento Ue per 503 sì, 87 no e 13 astensioni. Per il via libera definitivo alle modifiche manca solo il passaggio al Consiglio dei ministri Ue dell'agricoltura, atteso a ore.

Proteggere la base della filiera

Per rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera ed in particolare nei confronti delle catene di distribuzione, le nuove norme consentiranno a tutte le organizzazioni di agricoltori riconosciute di pianificare la produzione e negoziare contratti di fornitura per conto dei loro membri, senza violare le regole di concorrenza dell'UE. Finora, i negoziati collettivi sono stati consentiti solo in pochi settori come il latte, l'olio d' oliva, le carni bovine o i cereali.

Strumenti migliori per far fronte alle crisi di mercato e ai rischi di produzione

Gli agricoltori avranno strumenti più efficaci per proteggersi dalla volatilità del mercato e da rischi quali le cattive condizioni meteorologiche, i parassiti delle piante o le malattie animali. Le misure volte a stabilizzare il reddito degli agricoltori saranno inoltre adattate meglio alle loro esigenze, ad esempio attraverso un aumento degli indennizzi per l'assicurazione delle colture, degli animali e delle piante, e fondi comuni di proprietà degli agricoltori. La Commissione Ue potrà reagire più rapidamente alle crisi, con misure eccezionali di sostegno per gli agricoltori.

Maggiore flessibilità e più fondi per i giovani agricoltori

I Paesi UE disporranno di una maggiore flessibilità per definire un "agricoltore in attività", vale a dire la persona che può ricevere sovvenzioni agricole dall'UE. Aumenteranno significativamente gli "incentivi” per i giovani agricoltori, dal 25 al 50% per i primi 25-90 ettari, per attrarre un numero maggiori di giovani in un settore che invecchia e che ha bisogno di un ricambio generazionale.

La Brexit farà stringere la cinghia agli agricoltori italiani: tagli di miliardi ai fondi PAC

“Il pacchetto oggi approvato", ha affermato il capodelegazione del Parlamento nei negoziati con Consiglio e Commissione Ue, l'eurodeputato PD Paolo De Castro, "costituisce un risultato importante per i nostri agricoltori: da un lato vengono risolti problemi strutturali dell’impostazione del 2013, dall'altro vengono offerte nuove opportunità agli agricoltori, soprattutto per affrontare le turbolenze del mercato. È giusto sottolineare come questo regolamento sia stato un'importante testimonianza dell’efficacia della procedura di co-decisione, e del ruolo di assoluto protagonismo del Parlamento europeo per realizzare quella che si presenta come una vera e propria riforma di medio termine della PAC”.

“Dal 1° gennaio 2018", il commento di Giovanni La Via, eurodeputato di AP, "muta sostanzialmente un sistema che era necessario snellire, avvicinare alle esigenze reali degli agricoltori tramite una regolamentazione più moderna" in modo da aiutare un settore “colpito negli ultimi anni da diverse crisi di mercato, rallentato da troppa burocrazia e penalizzato dalla difficoltà di accesso al credito, nonché da pratiche sleali lungo la filiera”.

"Siamo soddisfatti", l'eco dell'eurodeputato pentastellato Marco Zullo, "che si sia arrivati -grazie anche ai nostri emendamenti -misure concrete di semplificazione e tutela dei nostri agricoltori per una politica agricola davvero più vicina alle esigenze delle aziende”.

"Soddisfazione" viene espressa anche dal presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, che sottolinea come con il voto del Parlamento sia "stato scongiurato il rischio di un rinvio che avrebbe fatto perdere agli agricoltori italiani l’opportunità di applicare le nuove regole. 

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