Salvini propone il blocco del riso asiatico, ma l'Ue lo 'aggiorna': "Da marzo potete mettere dazi"

Il ministro dell'Interno ha promesso a Coldiretti di “dire no a qualche nave”, ma Bruxelles ha ricordato che sul tema si è aperta già una procedura su richiesta del governo Gentiloni e che si possono attivare misure di salvaguardia se si pensa che ci sia un danno per i produttori locali

Matteo Salvini, ministro dell'Interno, con Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, durante l'inaugurazione del "Villaggio Coldiretti" presso i Giardini Reali, Torino, 15 giugno 2018. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Dopo i barconi con i migranti il ministro dell'Interno Matteo Salvini vorrebbe bloccare anche quelli con il riso proveniente dall'Asia, in particolare da Birmania e Cambogia. "Non distinguo tra barcone e barcone: è giusto dire no al traffico di esseri umani e sono pronto anche a dire no a qualche nave che ci porta riso e contraffatti", ha dichiarato ieri a Torino di fronte alla platea di Coldiretti. L'associazione è molto sensibile al tema e ha denunciato che l'import dall'Est asiatico avrebbe abbattuto i prezzi per i produttori, con contrazioni che vanno dal -58% per l'Arborio al -57% per il Carnaroli, dal -41% per il Roma al -37% per il Vialone Nano.

Dazi possibili da marzo

Ma un intervento dello Stato italiano nei porti sarebbe impossibile, in quanto questo riso arriva nel continente attraverso i Paesi del nord, e comunque inutile perché Bruxelles ha già previsto delle misure di difesa del settore. Lo ha spiegato il portavoce della Commissaria Ue al Commercio, Cecilia Malmstroem, ricordando che la Commissione europea ha "già aperto lo scorso 16 marzo su richiesta del governo italiano un’indagine" anti dumping sul riso in arrivo da Birmania e Cambogia, a cui erano stati tagliati i dazi da Bruxelles per "portare la gente fuori dalla povertà". La richiesta di intervento insomma risale già al governo Gentiloni.

"Allo stesso tempo", ha aggiunto il portavoce, "gli agricoltori Ue non devono pagare il prezzo" di questo sostegno ai Paesi del Sud-est asiatico, per cui "i dazi possono essere ripristinati" se necessario. L'indagine della Commissione Ue è prevista dai meccanismi di tutela messi in piedi in questo tipo di accordi commerciali: se c'è una variazione significativa nei flussi delle esportazioni verso il mercato europeo, con danni per i produttori Ue, si possono far scattare le clausole di salvaguardia che consentono di imporre di nuovo tariffe doganali e limitare così le importazioni in Europa.

Bisogna ricordare inoltre che il riso di Cambogia e Birmania viene portato in Germania, Belgio e Olanda dove il consumo della qualità proveniente da quei Paesi, l'indica, è diversa da quella coltivata in Italia che si usa per i risotti, avendo forma più allungata ed essendo solitamente mangiata come contorno a causa del diverso tipo di cottura e consistenza.

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Commenti (3)

  • Ha ragione ci hnno rifilato perfino del riso fatto di plastica l'anno scorso e non è uno scherzo, i pig gialli hanno perfino avvelenato i loro neonati con il latte in polvere sintetico se ammazzano i loro figli immagginiamoci che gli fanno agli estranei!

  • Ma che buon cuore che hanno questi della UE: si vuole aiutare l’economia tunisina? E via un mare di olio che invade i nostri mercati e sulla produzione dello stesso non sappiamo nulla. Ad esempio se sono stati usati dei pesticidi, ormai banditi dalla nostra legislazione, o come quest’olio sia stato stoccato. Adesso si ripropone il problema per un altro prodotto italiano, il riso, ma sembra che questa volta i poveri produttori asiatici, che la UE vorrebbe far uscire dalla povertà a nostre spese, dovranno farsene una ragione e attendere tempi migliori. Un consiglio: esportate carne, latte e prodotti caseari in Olanda, Francia e Germania e ne vedremo delle belle!

    • infatti

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