Etichetta di origine contro il riso di sangue birmano. Coldiretti: i proventi dell'export usati per reprimere i Rohingya

Il primo febbraio entra in vigore l'etichetta di origine per il riso, con questa si può evitare il riso birmano. L'accusa: il governo utilizza i proventi delle esportazioni nella Ue per finanziare la repressione dei Rohingya.

Produzione di riso in Birmania. EPA/LYNN BO BO

Il primo febbraio entra in vigore il decreto del governo sull'etichetta di origine per il riso e la pasta, un'occasione per la Coldiretti di rilanciare l'allarme per il riso di sangue. "La Birmania con i proventi della vendita di riso finanzia la campagna brutale di pulizia etnica contro la minoranza dei Rohingya che ha provocato - accusa il numero uno di Coldiretti Roberto Moncalvo - oltre 700mila rifugiati e 6.700 vittime" secondo quanto riportato da Nazioni Unite e Medici senza Frontiere. 

"Non è accettabile - insiste Moncalvo - che l'Unione europea continui a favorire con le importazioni lo sfruttamento e la violazione dei diritti umani nell'indifferenza generale". "E' invece necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della dignità dei lavoratori, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri in vendita sugli scaffali ci sia un percorso di qualità che riguarda l'ambiente, la salute e il lavoro, con una giusta distribuzione del valore a sostegno di un vero commercio equo e solidale".  

Import dalla Birmania in grande crescita, caduta delle quotazioni di quello italiano

"La richiesta di adozione di misure di salvaguardia europee nei confronti dell'importazione di riso greggio asiatico del tipo indica (il riso a chicco lungo, ndr) - si legge nella nota di Coldiretti - è importante per fermare un trend che nei primi dieci mesi del 2017 ha visto un aumento degli arrivi fino al +736% come nel caso della Birmania".

"Il risultato – sottolinea la Coldiretti - è che un pacco di riso su quattro venduto in contiene prodotto straniero con le quotazioni del riso italiano per gli agricoltori sono crollate dal 58% per l’Arborio e il Carnaroli al 37% per il Vialone nano mentre al consumo i prezzi sono rimasti sostanzialmente stabili".

L'etichetta di origine 'ci salverà'

"Un inganno che – sostiene la Coldiretti - sarà finalmente possibile smascherare con l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza che scatta a febbraio" e che consentirà "di fare scelte di acquisto consapevoli e decidere se comperare il riso ottenuto in Paesi lontani con lo sfruttamento delle persone e dell’ambiente o quello coltivato in modo sostenibile in Italia con il lavoro di generazioni di agricoltori".

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