Ceta, Centinaio chiede il riconoscimento di altre Igp. L'Ue: possibilità prevista dall'accordo

Il ministro dell'Agricoltura: "In totale ne abbiamo 249 circa e ne stiamo tutelando 41, vuol dire che ce ne sono più di 200 fuori". Bruxelles: "Si possono aggiungere altre Indicazioni geografiche tipiche ma serve anche il consenso di Ottawa"

Di Maio e Centinaio all'assemblea di Coldiretti, tra i principalo oppositori del Ceta - ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

L'Italia non ha “nessuna fretta di portare in Aula” l'accordo di libero scambio tra Ue e Canada, il Ceta, perché vuole capire “con dati concreti se questo accordo sia vantaggioso per il nostro Paese ma oggi sembra di no". Lo ha affermato il ministro l'Agricoltura Gian Marco Centinaio al suo arrivo al Consiglio Ue rispondendo ai giornalisti sulla possibilità che il Ceta, che deve essere approvato da tutti i parlamenti Ue per entrare definitivamente in vigore, sia respinto da quello italiano, come ventilato dal vicepremier Luigi Di Maio.

I dati della Commissione europea indicano un aumento delle esportazioni italiane verso il Canada, da quando l'accordo è entrato in vigore ma il ministro afferma: "Non abbiamo altri dati, abbiamo supposizioni, abbiamo sensazioni da parte degli imprenditori, soprattutto del mondo agricolo, che ci dicono di no”, che non sta facendo bene alle esportazioni. “Io penso per esempio al discorso delle 41 Igp che vengono tutelate, mentre tutto il resto viene abbandonato a se stesso – ha continuato Centinaio - Visto che sono il ministro dell'Agricoltura, e non di parte dell'agricoltura, ho posto la questione del Ceta sul tavolo e vediamo se ci sono dei dati che confutano la nostra opinione”, tenendo presente che "in totale abbiamo circa 249 Igp: ne stiamo tutelando 41, vuol dire che ce ne sono circa 200 fuori. Vediamo se le altre 200 sono tutte e 200 locali, che tutelano e servono il mercato rionale, oppure se ce ne sono alcune che possono essere tutelate” anche in Canada. Il ministro ha assicurato che “io, veramente, non ho un'idea preconcetta e non dico 'no, assolutamente'. Il problema è che fino ad oggi nessuno mi ha fatto cambiare idea, nessuno mi ha dato dei dati concreti per cambiare idea: solo gli stupidi non cambiano idea".

Sui tempi per portare il provvedimento in Parlamento ha poi affermato: "Non ne abbiamo ancora parlato con il ministro Luigi Di Maio e con il resto del governo nei prossimi giorni avremo Consiglio dei ministri e a margine vedremo se e quando parlarne. Mi sembra che anche gli altri Stati europei non abbiano tanta fretta di approvarlo: se non ce l'hanno gli altri, che magari ne possono beneficiare più di noi, perché dobbiamo avercela noi?".

Sulla questione Igp l'Ue ha aperto alla possibilità di allargarne il numero. L'accordo di libero scambio infatti prevede la possibilità di modifiche tecniche senza rinegoziare tutto il trattato, anche per l'ipotesi di allargare la lista delle indicazioni geografiche protette. Lo hanno chiarito fonti Ue avvertendo però che tuttavia il Canada "deve dare il suo accordo" per ampliare la lista di Igp europee previste dal Ceta.

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