Birra amara, la Commissione Ue contro il colosso Ab inBev

Abuso di posizione dominante in Belgio, l'accusa della Commissaria Vestager. Restrizione all'import di Leffe e Stella Artois provenienti da Francia e Olanda.

EPA/BENOIT DOPPAGNE BELGIUM OUT

Birra amara per la Commissione europea. Almeno quella del colosso belgo-brasiliano-americano Anheuse-Bush InBev, sospettato dai servizi antitrust diretti da Margrethe Vestager di aver abusato della sua posizione dominante in Belgio. La multinazionale Ab InBev, che ha le sue origini proprio in Belgio e che qui ha la sua sede di rappresentanza, nel cuore della Grand Place di Bruxelles, e quella operativa non lontano da Lovanio, è accusata di aver imposto delle restrizioni all'importazione dei popolari marchi Stella Artois e Leffe da Olanda e Francia, dove i due prodotti sono meno cari grazie alla più forte concorrenza sui loro mercati.

L'accusa dell'antitrust europeo

"I consumatori belgi potrebbero essere stati costretti a pagare di più per comprare le loro birre preferite", ha affermato Vestager. "Secondo le nostre conclusioni preliminari, Ab InBev sembra aver deliberatamente impedito l'importazione in Belgio di birre meno care da Francia e Olanda, a danno dei consumatori belgi", ha aggiunto.

Europa a tutta Birra: la produzione torna ai livelli pre-crisi 

Secondo la Commissione Ab InBev avrebbe modificato la versione linguistica delle etichette delle birre in Francia e Olanda per ostacolare l'importazione in Belgio, dove si parla francese e olandese. Inoltre, il colosso avrebbe imposto limiti di accesso a prodotti e promozioni chiave ai dettaglianti olandesi per evitare che le birre siano re-importante in Belgio. "Queste pratiche violano le regole della concorrenza Ue, perchè negano ai consumatori i benefici del mercato unico dell'Ue: scelta e prezzi più bassi", ha spiegato Vestarger. Oltre a Stella Artois e Leffe, AB InBev commercializza alcuni dei marchi più famosi al mondo, come Brahma, Beck's e Corona.

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