SOS, salvate i formaggi italiani in Giappone. L'allarme di Assolatte e Coldiretti sull'accordo commerciale con Tokyo

Riconosciute tutte le Dop italiane esportate nel Sol Levante ma con due criticità: poche protezioni per il Parmigiano Reggiano, insidiato dal Parmesan, e per i nomi composti, come Grana Padano e Pecorino Romano. Stime Coldiretti: "Legalizzati tarocchi per 60 miliardi"

Cesto di falsi formaggi italiani presentato da Coldiretti. ANSA / US COLDIRETTI

SOS: Salvate i formaggi italiani in Giappone. L'Allarme lo lanciano oggi Assolatte e Coldiretti scagliandosi contro l'accordo commerciale Ue-Giappone, siglato a dicembre ma che, nella componente dei regimi per i marchi di origine agroalimentare, è stato reso noto solo adesso.

Assolatte, riconosciuti i nostri DOP ma con limitazioni che consentono i falsi

"Tutti i formaggi italiani DOP inseriti nell'accordo - accusa l'associazione italiana delle industrie del settore lattiero-caseario in un comunicato - risultano infatti oggetto di pesanti eccezioni, che, di fatto, consentono liberamente la loro imitazione e/o copia".

Pur considerando positivo che tra i 19 formaggi a denominazione di origine europei riconosciuti nell'accordo da Tokyo ben 10 siano italiani, una lista che include tutti quelli esportati attualmente nel Sol Levante (Asiago, Fontina, Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di bufala campana, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, Pecorino Toscano, Provolone Valpadana, Taleggio), Assolatte sottolinea comunque 2 grosse criticità. 

Tutele a metà per Parmigiano e per i nomi composti

"Saranno tutelati, ad esempio, i nomi composti Grana Padano e Pecorino Romano, ma chiunque potrà produrre o vendere un 'grana', un 'padano' o un 'romano' realizzato chissà dove e chissà come", accusa Assolatte.

Altro nervo scoperto, il peggiore per l'Associazione dei produttori, tocca il Parmigiano Reggiano. "Un piccolo asterisco, infatti, chiarisce che la DOP è salva ma che chiunque voglia potrà registrare il marchio parmesan nel mercato giapponese, in barba al riconoscimento della IG e a decenni di lavoro".

Vista la situazione, "altro che garanzie per i nostri formaggi nei mercati esteri!", attacca il Presidente di Assolatte Giuseppe Ambrosi, "le eccezioni, le deroghe e le proroghe che li accompagnano - continua - svuotano di significato l'intero sistema europeo delle Indicazioni Geografiche. È un errore imperdonabile che danneggia il nostro settore e ci offende".

Coldiretti, "Preoccupa il Parmesa dagli occhi a mandorla"

"L’accordo definitivo tra l’Ue e il Giappone - l'eco di Coldiretti - autorizza per i prossimi anni la produzione e vendita di Asiago, Fontina e Gorgonzola Made in Japan ma anche di copie locali con i nomi 'grana', 'padano', 'romano', 'provolone', 'mortadella' e il preoccupante via libera totale al Parmesan dagli occhi a mandorla".

Studio Ismea su marchi DOP: "i formaggi i più falsificati"

Coldiretti presenta il suo attacco all'accordo Bruxelles-Tokyo all'interno della presentazione di un nuovo studio Ismea - Qualivita 2017 sui prodotti Dop/Igp da cui emerge "in testa alla classifica dei prodotti più taroccati ci siano proprio i formaggi a denominazione di origine Dop a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano, ma anche il Provolone, il Gorgonzola, il Pecorino Romano, l’Asiago o la Fontina". A seguire i salumi di prestigio, l'Olio extravergine e il pomodoro San Marzano. 

"La Ue legalizza tarocchi DOC per 60 miliardi". Attenti al Sud America

"Ora - continua l'associazione degli agricoltori - le brutte copie di prodotti simbolo del Made in Italy sono state esplicitamente autorizzate dall’Unione Europea negli accordi di libero scambio conclusi con il Canada e il Giappone e in dirittura di arrivo come quello con i Paesi del Mercosur dove la produzione locale del falso è tra i piu’ fiorenti del mondo, dal Parmesao Carioca al Grana, dal Reggianito al Provolone, dal Romano al Sardo fino alla Mortadela". Secondo Coldiretti le manovre commerciali della Ue permettono di "legalizzare tarocchi DOC per 60 miliardi di euro". 

Come funzionano gli accordi con Canada e Giappone

In realtà il Ceta, l'accordo con il Canada messo al dito da Coldiretti come la madre di tutti i problemi, offre più tutule  sia sul Parmigiano Reggiano che sul fronte dei nomi composti, vietando l'utilizzo di qualsiasi dicitura evocativa di un paese e fuorviante per il consumatore.

Quanto all'accordo con il Giappone, pur con le sue criticità, si tratta di quello che vede in assoluto il riconoscimento del maggior numero di indicazioni geografiche protette. Tanto che l'EDA, l'associazione dell'industria casearia europea, non ha alzato la voce contro la Commissione Ue, sottolineando piuttosto i benefici economici reali e immediati che ci saranno con l'abolizione dei dazi sui formaggi a pasta dura.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus una creazione americana? "Fake news partita dalla Russia"

  • Coronavirus, Germania dice no a controllo febbre in aeroporto: "Non serve"

  • Coronavirus, crollano le borse. Il re della finanza: “Meglio per noi"

  • La Nato ‘ordina’ a Bruxelles di comprare più F35

  • “Il Carnevale è antisemita, sia vietato”, Israele contro i carri di Aalst

  • Coronavirus, Ue contro Salvini: "Deplorevole uso crisi a fini politici"

Torna su
EuropaToday è in caricamento