Rifiuti elettronici, alla Toscana 1,8 milioni di euro per promuovere il corretto smaltimento

Il progetto si chiama  Life Weee ed è finanziato con fondi Ue. Fratoni: “L'intento è creare un nuovo modello di governance basato sul coinvolgimento capillare delle pmi, dei rivenditori e dei Comuni, e su attività di sensibilizzazione verso i cittadini”

Un progetto europeo da 1,8 milioni di euro per il corretto smaltimento di tv, tablet, pc ed elettrodomestici in Toscana. Il progetto si chiama Life Weee (Waste Electrical and Electronic Equipment) ed è finanziato nell'ambito del programma Life dell'Ue. 

"E' la prima volta che Firenze viene premiata con la vittoria di un bando europeo di questa entità per aiutare cittadini e imprese a passare verso un'economia sempre più efficiente e compatibile con l'ambiente - ha sottolineato il presidente della Camera di commercio di Firenze, Leonardo Bassilichi - Inoltre, il progetto rientra in un percorso di sensibilizzazione verso un nuovo modello di produzione che punta a sostituire il rifiuto con il riciclo. Sarà anche una sfida per tutti quegli imprenditori che desiderano dare un significato concreto e sfidante alla parola innovare, oggi tanto di moda ma che rischia di avere pochi contenuti concreti all'interno".

Oggi, meno di un'impresa toscana su due smaltisce correttamente vecchie apparecchiature informatiche o elettriche, i cosiddetti rifiuti Raee, e solo un quarto delle aziende che potrebbero ritirare smartphone, tablet, computer, tv, neon, piccoli e grandi elettrodomestici dai consumatori in realtà lo fa davvero, nella maggior parte dei casi sbagliando la procedura di smaltimento. 

Da qui il progetto Life Weee che mira a sensibilizzare imprese e cittadini sul ritiro e il corretto smaltimento di questi rifiuti, il cui contenuto è spesso riciclabile e riutilizzabile. "Questo progetto - spiega l'assessore regionale all'Ambiente della Toscana, Federica Fratoni - intende contribuire all'incremento della raccolta differenziata dei Raee in Toscana attraverso l'adozione di un nuovo modello di governance basato sul coinvolgimento capillare delle pmi e dei rivenditori insieme ai Comuni, e su attività di sensibilizzazione verso i cittadini”.

Il progetto non riguarderà solo la Toscana ma è frutto di una partnership con l'Andalusia.  

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