Privacy, allarme M5S: “I dati degli italiani in mano a Ibm”. L'Ue: “Vigili su rispetto regole”

Interrogazione dell'eurodeputato Pedicini a Bruxelles sul Centro europeo per l'archiviazione di informazioni sanitarie sui cittadini di Milano: "Fare luce su rischi per la riservatezza"

Fonte: EP

La multinazionale americana Ibm vorrebbe realizzare a Milano un Centro europeo per l'archiviazione di informazioni sanitarie sui cittadini. Un progetto, sancito da un accordo del 2015 con l'allora governo Renzi, su cui il Movimento 5 Stelle lancia l'allarme: “La privacy degli italiani è a rischio”, dice l'eurodeputato Piernicola Pedicini

Il progetto 

Il progetto dell'Ibm prevede di investire fino a 135 milioni di euro nel corso dei prossimi anni riunendo data scientist, ingegneri, ricercatori e progettisti di Watson Health per sviluppare una nuova generazione di applicazioni e soluzioni sanitarie basate sui dati. “In cambio – spiega Pedicini - il governo italiano si è impegnato a fornire gratuitamente a Ibm i preziosissimi e riservatissimi dati sanitari degli italiani, a partire da quelli che vivono in Lombardia. Ibm riceverà anche 60 milioni di finanziamenti, 30 dal ministero dello Sviluppo economico e 30 dalla Regione Lombardia”.

Il sofisticato sistema informatico, prosegue l'eurodeputato pentastellato, “avrebbe accesso ai dati dei pazienti, ai dati farmacologici, ai dati del registro dei tumori, ai dati Aifa sui farmaci” e “le informazioni potranno essere usate da Ibm a proprio piacimento, compresa la cessione a terzi, come compagnie di assicurazione o aziende farmaceutiche. L'Ibm, per difendersi, ha detto che i dati verranno anonimizzati. Ma anche su questo aspetto, è noto che una piattaforma informatica come Ibm Watson Health, se vuole, può di nuovo riconvertirli e personalizzarli”.

La posizione della Commissione Ue

Per queste ragioni, Pedicini ha scritto alla Commissione europea. Ma Bruxelles non sembra preoccupata: nella sua risposta l'Esecutivo Ue assicura che l'Ibm "collabora strettamente con gli Stati membri al fine di applicare le norme del Regolamento sulla protezione dei dati per conseguire un elevato livello di protezione dei dati personali in tutta l'Unione".

Oltre a questo la Commissione ha precisato che "il Regolamento generale sulla protezione dei dati prevede, in particolare, il diritto del singolo ad essere informato dal responsabile del trattamento in merito alla finalità del trattamento e su altri aspetti rilevanti, quali l'esistenza di un processo decisionale automatizzato, informazioni significative sulla logica utilizzata, nonché l'importanza e le conseguenze previste di tale trattamento per l'interessato; la persona interessata ha anche il diritto di ricevere informazioni sull'intenzione di un ulteriore trattamento dei dati personali per finalità diverse da quelle iniziali. L'interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla sua persona”. 

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