Piemonte scelto per un progetto europeo sulla transizione industriale

Azione ad hoc della Commissione Ue per sostenere la trasformazione e l'innovazione in 5 regioni Ue segnate da un doloroso processo di deindustrializzazione

Torino. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Il Piemonte è una delle 5 regioni europee scelte in un nuovo progetto pilota gestito dalla Commissione Ue e pensato per accompagnare particolari tessuti eonomici verso una transizione industriale. Oltre alla regione italiana, anche la transalpina Hauts-de-France, la Norra Mellansverige in Svezia, la Sassonia in Germania e la Vallonia in Belgio godranno di questo sostegno pensato per permettere una migliore risposta alla globalizzazione e un accesso facilitato all'evoluzione tecnologica. Le 5 regioni hanno in comune un passato caratterizzato da industrie ad alta intensità di carbonio e un doloroso processo di deindustrializzazione.

Progetto pilota per la trasformazione economica

L'azione pilota promossa dalla Commissione aiuterà queste regioni a realizzare una trasformazione economica basata sulle loro rispettive risorse di "specializzazione intelligente", cioè sui loro settori di nicchia competitivamente forti: l'obiettivo è puntare sull'innovazione, sulla decarbonizzazione e sulla digitalizzazione e sviluppare le competenze necessarie per il futuro. Queste regioni potranno beneficiare di un'assistenza mirata da parte di esperti, riuniti in gruppi "regionali", provenienti da diversi servizi della Commissione e dall'Osservatorio europeo per i cluster e le trasformazioni industriali, che aiuteranno le regioni a definire strategie di trasformazione economica, individuare le opportunità di cooperazione interregionale e partecipare allo scambio di buone pratiche.

L'Ocse sosterrà la Commissione Ue con una serie di seminari destinati alle regioni. In base alle esigenze e ai punti di forza specifici delle regioni, la Commissione assumerà esperti esterni, ad esempio consulenti aziendali o specialisti della gestione della transizione energetica e dei cambiamenti climatici. L'esecutivo comunitario stanzierà 200 mila euro per ogni regione per coprire i costi delle consulenze esterne con risorse che verranno dal FESR, il Fondo europeo di sviluppo regionale.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Il ruolo del Fondo Ue di sviluppo regionale

Ogni regione disporrà di un massimo di 300 mila euro del FESR a sostegno di una rapida attuazione delle strategie di trasformazione economica regionale, in funzione del stato di avanzamento delle strategie stesse. Questa settimana, dato il numero di domande presentate, la Commissione rinnoverà l'invito a manifestare interesse con un dotazione di bilancio analoga: fino a 2,5 milioni di euro del FESR per la selezione di altre cinque regioni. Le regioni hanno tempo fino al 19 gennaio 2018 per presentare domanda.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • La "Vespa cinese" troppo simile a quella Piaggio, Ue blocca lo scooter di Pechino

  • Barbecue con carne e vino mentre erano in servizio, inchiesta su tre poliziotti

  • Olanda e Austria contro gli aiuti Ue all'Italia: "Concederemo solo prestiti"

  • "Noi lavoriamo per pagare le vacanze agli italiani", settimanale olandese contro gli aiuti Ue

  • "Isoliamo virus simili al Covid, ma pandemia non è colpa nostra": il laboratorio di Wuhan respinge le accuse

  • Tutti i bambini a scuola, senza mascherine e social distancing: la scelta del Belgio

Torna su
EuropaToday è in caricamento