Non lasciare indietro le regioni più svantaggiate: dal Parlamento Ue un appello allo sviluppo del Mezzogiorno

Approvata una risoluzione per colmare il gap di crescita e di reddito di 47 regioni di Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, Bulgaria, Ungheria, Romania e Polonia. La ricetta: investimenti, formazione, crediti facilitati, miglioramento dell'amministrazione, sostegno a imprese e turismo

ANSA/ CIRO FUSCO

Non lasciare indietro le regioni più svantaggiate e che non siano loro a pagare la stretta del bilancio post-Brexit. E' questa la richiesta lanciata oggi dal Parlamento Ue approvando a larghissima maggioranza una risoluzione, firmata dall'eurodeputata del Pd Michela Giuffrida, sulle regioni a basso reddito ed a bassa crescita. 

Oggetto dell'iniziativa sono 47 regioni in ritardo di sviluppo in 8 Stati membri: "le regioni a bassa crescita" con un PIL vicino alla media UE ma con tassi di crescita bassi - il Mezzogiorno in Italia, regioni in Spagna, Grecia e Portogallo - e “regioni a basso reddito” con un PIL basso, ma con tendenze di crescita incoraggianti, in Bulgaria, Romania, Ungheria e Polonia. In totale 83 milioni di cittadini comunitari, circa un sesto di tutta la Ue, vivono in queste 47 regioni.

Giuffrida, Pd: "Responsabilità verso queste regioni"

"E’ necessario - afferma Giuffrida - individuare un nuovo e più bilanciato equilibrio tra politica di Coesione e politica economica europea per evitare che le Regioni in ritardo di sviluppo siano addirittura penalizzate da condizionalità e vincoli che si trasformano in strumenti punitivi proprio per quei territori che dovrebbero essere i primi destinatari del supporto della Ue". "Abbiamo una responsabilità - insiste l'eurodeputata Pd - verso queste regioni che deriva dallo stesso spirito di solidarietà e sostegno alla base del progetto europeo. L’ottica punitiva non le aiuterà a crescere, né l’Europa a rafforzare la sua integrazione.”

Le misure da attuare

Oltre ai finanziamenti prioritari dell'Ue, gli eurodeputati chiedono strategie su misura per colmare le distanze con le altre regioni e offrire prospettive dinamiche alle loro popolazioni. Andando sul concreto, il Parlamento invita la Ue a promuovere l'istruzione e la formazione per ridurre la disoccupazione e aiutare i giovani a rimanere in queste regioni, assicurare un più facile accesso al credito per le imprese, sostenere e migliorare la qualità dell'amministrazione e delle istituzioni regionali e sostenere le attività produttive delle imprese, compreso il turismo sostenibile, l'economia circolare e l'agricoltura.

 

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Notizie di oggi

  • Attualità

    Via i fondi regionali ai Paesi Ue che non rispettano le regole di bilancio

  • Attualità

    Il Labour apre (ma non troppo) a un secondo referendum sulla Brexit

  • Attualità

    Perché l'attacco di Di Battista alla Francia "piace" alla Germania

  • Attualità

    Asse Parigi-Berlino: cos'è il Trattato di Aquisgrana. Che la Lega contesta 

I più letti della settimana

  • La guerra del Big Mac: il “Davide” irlandese sconfigge McDonald's. "Grazie all'Ue"

  • "Per la Germania sono finiti i tempi migliori", l'allarme degli industriali tedeschi

  • Che cos’è il franco Cfa che i 5 Stelle attaccano. E che ha poco a che vedere con i migranti

  • Strasburgo apre al reddito di cittadinanza: "Possibile co-finanziamento Ue"

  • Colpo a Orban e Kaczynski, Strasburgo taglia i fondi Ue a chi non rispetta lo stato di diritto

  • Caos Brexit, l'allarme dell'industria farmaceutica: "Rischi per pazienti in Ue e nel Regno Unito"

Torna su
EuropaToday è in caricamento