Niente fondi Ue per una "mera classificazione amministrativa". Bruxelles dà ragione agli agricoltori tarantini

Il commissario Ue Phil Hogan risponde a una interrogazione dell'eurodeputata D'Amato, che attacca: "Il governo ha creato questa ingiustizia e adesso la risolva"

Gli agricoltori tarantini che operano nelle isole amministrative non possono accedere ai finanziamenti dell'Unione eurioea previsti per le zone rurali. Il motivo? Queste aree, spiega l'eurodeputata del Movimento 5 Stelle Rosa D'Amato, "per una mera classificazione amministrativa voluta dal governo, rientrano nel polo urbano di Taranto, ma sono situate a distanza di diversi chilometri, anche senza continuità territoriale. Numerose aziende e imprenditori agricoli risultano danneggiati da questa classificazione che, di fatto, impedisce loro di poter accedere ai fondi del PSR Puglia”, ossia il programma Ue per lo sviluppo dell'agricoltura.

L'accordi di partenariato

Ecco perché D'Amato ha preso carta e penna e scritto una interrogazione alla Commissione europea per denunciare la situazione. E Bruxelles ha risposto, dando ragione agli agricoltori tarantini.  “I servizi della Commissione sono consapevoli di questo problema – si legge nella risposta firmata dal commissario Ue Phil Hogan - ma non hanno ricevuto nessuna proposta di revisione dell’accordo di partenariato italiano riguardante il riesame della definizione delle zone rurali. Ciò consentirebbe alle isole amministrative di Taranto di avere accesso ai finanziamenti relativi alla priorità 6 nonché alle misure specifiche per le zone rurali previste dal PSR Puglia 2014/2020”. 

In sostanza, la colpa sarebbe del governo italiano, che nell'accordo di partenariato (ossia il contratto che ogni Stato membro firma con l'Ue per avviare il programma di finanziamenti europei) avrebbe presentato una classificazione delle zone rurali che penalizza il settore agricolo tarantino. Il danno è fatto ma si puo' rimediare: serve che il governo proponga una modifica dell'accordo di partenariato. Cosa che pero' non è stata ancora fatta. "Si tratta chiaramente di un'ingiustizia, di cui il governo è direttamente responsabile - attacca D'Amato - Lo pensa anche Bruxelles, che è favorevole alla revisione dell'accordo. Daremo battaglia in tutte le sedi perché si ponga fine a questa situazione che colpisce aziende e imprenditori tarantini”.

La questione dei premi di priorità

Ma la beffa non finisce qui. Nella sua interrogazione, l'eurodeputata M5S chiedeva anche chiarimenti sulla possibilità, per gli agricoltori tarantini, di accedere ai premi di priorità previsti per le aree, come quella in questione, ad alta incidenza ambientale: “Il regolamento sullo sviluppo rurale – dice la Commissione - prevede un aumento dell’importo massimo o dell’aliquota di sostegno massima degli investimenti in immobilizzazioni materiali nel settore agricolo e nella trasformazione e commercializzazione, così come degli investimenti collegati ad azioni di cui agli articoli 28 e 29 (sostegno agro-climatico-ambientale e agricoltura biologica). Inoltre, nella definizione dei criteri di selezione degli interventi (articolo 49 del suddetto regolamento), le autorità di gestione potrebbero dare la priorità a zone che presentano problematiche ambientali specifiche”.

In altre parole, conclude D'Amato, “spetta ancora una volta al governo agire. Il settore agricolo tarantino è palesemente vittima di una doppia ingiustizia amministrativa. Alla quale va posta subito fine”.

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