Dopo la beffa dell'Ema, spunta l'asse Sala-M5s: “Compensare Milano con la nuova authority Ue"

Il sindaco dem sarà a Bruxelles per presentare una petizione contro l'assegnazione dell'Agenzia Ue del farmaco ad Amsterdam. Con lui, gli eurodeputati pentastellati Evi e Pedicini. Che promettono di coinvolgere il nuovo governo

Il sindaco di Milano Beppe Sala con gli eurodeputati M5s Eleonora Evi e Piernicola Pedicini

Sulla carta, la battaglia è ancora per ribaltare l'assegnazione dell'Ema ad Amsterdam. Ma dietro la prosecuzione del pressing politico su Bruxelles, c'è la richiesta di una “compensazione” per Milano che prende la forma della sede della nuova autorità europea del lavoro. E' questo lo sfondo su cui si staglia la missione al Parlamento europeo del sindaco Beppe Sala, che mercoledì sarà nella capitale Ue per essere ascoltato dalla commissione Petizioni. Al suo fianco, gli eurodeputati del Movimento 5 stelle, pronti a dare il loro sostegno anche in vista della formazione del nuovo governo. 

L'inedito asse Sala-M5s

Oggi, a Milano, è andato in scena il primo atto di questo inedito asse: gli europarlamentari pentastellati Eleonora Evi e Piernicola Pedicini hanno affiancato in conferenza stampa il sindaco Sala, confermando il loro appoggio all'iniziativa politica del primo cittadino. Promettendo che anche il possibile nuovo esecutivo giallo-verde farà pressioni perché le istanze di Milano vengano ascoltate. Ma quali sono queste istanze?

La partita dell'Ema

Sull'Ema, la partita è ormai persa, a meno di eclatanti colpi di scena: Amsterdam ha avuto l'ok di tutte le istituzioni Ue, nonostante le polemiche per i ritardi nella costruzione della nuova sede dell'Agenzia del farmaco. Eppure Sala non ci sta e spiegherà ai deputati della commissione parlamentare Petizioni le sue ragioni: “Noi vogliamo essere concreti e pratici per far valere le nostre ragioni. - ha detto - Noi la partita non la consideriamo chiusa, non mi interessa sapere quante possibilità abbiamo, mi interessa fare un'operazione di chiarezza davanti al Parlamento. E' questo lo spirito con cui ho chiesto di essere audito. E' giusto che si senta la mia voce anche per sottolineare alcuni aspetti anomali”.

Il pressing politico

Va detto, a onor di chiarezza, che la commissione Petizioni non ha nulla a che vedere con il procedimento di assegnazione delle sedi degli organi Ue. Tanto più che il Parlamento di Strasburgo ha già votato sulla vicenda dell'Ema, confermando la scelta di Amsterdam (fatta dal Consiglio Ue, ossia dagli Stati membri). Semmai, la commissione Petizioni puo' avere un ruolo “politico”, magari sposando la tesi italiana della “ingiustizia” che Milano avrebbe subito in seguito a un processo di selezione che non sarebbe stato “trasparente” e “corretto”. 

La vera battaglia

Ma oltre al messaggio politico, dall'audizione di Sala potrà sortire ben poco. Semmai, il pressing su Bruxelles potrà servire a rafforzare la battaglia per quelle “compensazioni” cui il sindaco ha accennato tra le righe: la tesi di Sala è che Milano va “compensata perché ha subito un'ingiustizia”. Come? Tenendo conto di cio' nell'assegnazione delle prossime sedi Ue, a partire (ed è questo forse il punto centrale) dalla sede della nuova autorità europea del lavoro lanciata poche settimane fa dalla Commissione Ue. 

Sulla stessa linea il M5s: “Milano vanta un ingente credito – dicono Evi e Pedicini - Tutte le forze politiche devono impegnarsi perché questo credito sia riscosso. Si dovrà lavorare come governo per riparare il torto subito assegnando a Milano un'altra agenzia europea, come quella sul lavoro”.

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