Treni, la strage silenziosa: in un decennio 159 morti in Italia

Secondo gli ultimi dati Eurostat, tra il 2007 e il 2016 ci sono stati 257 incidenti dovuti a deragliamenti, collisioni o scontri al passaggio al livello. Ma l'emergenza riguarda l'intera Ue: 422 le vittime ogni anno

L'incidente del 12 giugno 2016 a Corato / EPA

Prima dell'incidente di oggi a Pioltello, c'erano stati i 23 morti sulla linea tra Andria e Corato nel 2016. E prima ancora Viareggio, Laces, Crevalcore, solo per ricordare i più tragici. In totale, tra il 2007 e il 2016, stando alle statistiche Eurostat, sono stati 257 gli incidenti lungo le linee ferroviarie italiane. Le vittime 159. Una vera e propria strage silenziosa, che rientra all'interno di un più vasto problema di sicurezza ferroviaria in Europa.

Già, perché a guardare i freddi numeri, tra deragliamenti, collisioni o scontri al passaggio al livello, l'Italia non è neppure tra i casi più gravi. C'è la Germania, che nello stesso periodo ha registrato 1.017 incidenti e 470 vittime. La Francia, con 1.062 incidenti e 333 morti. In questa triste classifica, spiccano i 609 morti in Polonia e i 315 in Ungheria, senza dimenticare i 199 in Spagna. In totale, nell'Unione europea, ogni anno sono 824 gli incidenti dovuti a queste tre tipoligie (deragliamenti, collisioni e scontri al passaggio al livello) e 422 le vittime.

Il triste primato di vittime

Se pero' dal computo di incidenti e vittime si tolgono gli scontri al passaggio al livello e si guarda esclusivamente ai problemi legati alla sicurezza dei treni e delle infrastrutture, ossia collissione e deragliamenti, il nostro paese è secondo solo alla Spagna in quanto a vittime: 61 contro 97. Più della Germania (57), della Francia (14) e della Polonia (38). Se si esclude l'Italia, nel resto dell'Ue collissioni e deragliamenti provocano meno di 3 morti all'anno. La metà della media italiana. 

E questo nonostante i 106 incidenti di questo tipo registrati nel nostro paese tra il 2007 e il 2016 siano un numero nettamente inferiore a quelli registrati, per esempio, in Germania (335) e in Francia (529). In altre parole, da noi ci sono meno collisioni e deragliamenti. Ma gli incidenti sono di maggiore gravità. 

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