Dallo smog alla Xylella, l'Ue presenta il conto al nuovo governo: ecco tutte le grane da risolvere

Oggi, la Commissione europea ha aggiornato la situazione delle procedure d'infrazione che gravano sul nostro paese e che rischiano di portare a pesanti multe. Tra il 2012 e il 2017, le sanzioni ci sono costate 412 milioni. A carico dei cittadini

Il commissario Ue all'Ambiente Karmenu Vella

Ci sono gli sforamenti di Pm10, la Xylella, le fognature. Ma anche la Fiat, i marittimi, i rifiuti nucleari, i test sulle cellule umane e la benzina degli yacht. E' lunga la lista dei dossier che il nuovo governo dovrà affrontare una volta insediato se vorrà evitare all'Italia ulteriori pesanti sanzioni Ue: a oggi, sono 62 le procedure d'infrazione aperte dalla Commissione europea a carico del nostro paese. L'aggiornamento dello stato dell'arte è arrivato oggi a Bruxelles, mentre a Roma si starebbero definendo gli ultimi dettagli per l'intesa di governo tra la Lega di Matteo Salvini e il Movimento 5 stelle di Luigi Di Maio

Che la questione delle procedure d'infrazione non sia secondaria, lo dimostrano anche le cifre: secondo la Corte dei conti, tra il 2012 e il 2017 il ministero delle Finanze ha staccato assegni per ben 412 milioni per pagare le multe già comminate dall'Ue. Una cifra che potrebbe salire, soprattutto se i deferimenti alla Corte europea dovessero concludersi con una condanna: solo per le acque reflue, Bruxelles chiede 62,7 milioni di euro come somma forfettaria e una penalità di circa 347mila euro al giorno dal pronunciamento della sentenza fino a che il nostro paese non si sarà messo in regola. 

Ecco i dossier aggiornati oggi dalla Commissione

Diritti dei lavoratori marittimi

La Commissione europea ha deciso di inviare un parere motivato all'Italia e al Portogallo per sollecitare i due paesi a notificare le misure nazionali di recepimento delle norme dell'Ue che garantiscono ai lavoratori marittimi il diritto a condizioni di lavoro giuste ed eque e il diritto all'informazione e alla consultazione. Il termine per il recepimento di tali norme nell'ordinamento nazionale era il 10 ottobre 2017, ma finora né l'Italia né il Portogallo hanno comunicato alla Commissione le misure adottate in tal senso. Nel novembre 2017 la Commissione ha pertanto inviato le lettere di costituzione in mora, a cui i due Stati membri non hanno tuttavia risposto. Pertanto la Commissione invita ora l'Italia e il Portogallo ad adottare le misure necessarie per conformarsi alla direttiva. Se non adotteranno e notificheranno la legislazione nazionale di recepimento della direttiva entro due mesi, la Commissione potrà decidere il deferimento alla Corte di giustizia dell'Ue.

Rifiuti nucleari

La Commissione europea ha deciso di deferire l'Austria, la Croazia e l'Italia alla Corte di giustizia dell'Ue per la mancata trasmissione dei programmi nazionali definitivi di gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, a norma della direttiva sulla gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi. Questo tipo di rifiuti comprende anche i sottoprodotti degli utilizzi delle tecnologie nucleari e radiologiche per scopi diversi dalla produzione di energia, quali la ricerca scientifica e diverse applicazioni mediche. Per la Commissione è una priorità garantire l'adozione delle più rigorose norme di sicurezza in materia di gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi. 

La Commissione europea ha deciso di inviare lettere di costituzione in mora a una serie di paesi, tra cui l'Italia, per il mancato corretto recepimento di determinate prescrizioni della direttiva sul combustibile esaurito e sui rifiuti radioattivi. La direttiva stabilisce un quadro comunitario al fine di garantire una gestione responsabile e sicura del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi in modo da evitare di imporre oneri indebiti sulle generazioni future. 

Sempre in tema di nucleare, l'Italia ha ricevuto un'altra lettera di messa in mora per il mancato  recepimento della nuova direttiva sulle norme fondamentali di sicurezza. Gli Stati membri erano tenuti a recepire la direttiva entro il 6 febbraio 2018. La nuova direttiva aggiorna e consolida la normativa europea in materia di radioprotezione, stabilendo norme fondamentali di sicurezza per la protezione dei lavoratori, della popolazione, dei pazienti contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti. La nuova direttiva contiene inoltre alcune disposizioni sulla preparazione e sulla risposta in caso di emergenza che sono state rafforzate a seguito dell'incidente nucleare di Fukushima. Gli Stati membri in questione dispongono ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione.

Smog 

La Commissione oggi ha deciso di deferire Francia, Germania, Ungheria, Italia, Romania e Regno Unito alla Corte di giustizia dell'Ue per il mancato rispetto dei valori limite stabiliti per la qualità dell'aria e per aver omesso di prendere misure appropriate per ridurre al minimo i periodi di superamento. Nello specifico, l'Italia è stata deferita per via dei livelli costantemente elevati di particolato (Pm10): in 28 zone di qualità dell'aria, comprese le regioni Lazio, Lombardia, Piemonte e Veneto, i valori limite giornalieri sono stati costantemente superati, arrivando nel 2016 fino a 89 giorni. I limiti stabiliti dalla legislazione dell'Ue sulla qualità dell'aria dovevano essere raggiunti nel 2005. 

Omologazioni veicoli

La Commissione ha inviato lettere di costituzione in mora a Germania, Italia, Lussemburgo e Regno Unito, per violazione delle norme dell'Ue in materia di omologazione dei veicoli. Bruxelles chiede maggiori informazioni sulle inchieste e i procedimenti giudiziari nazionali relativi a tali infrazioni. Inoltre, in seguito alla scoperta di nuovi casi di irregolarità nella gestione dei motori in diversi veicoli diesel (veicoli Porsche Caienna, Volkswagen Touareg e Audi A6 e A7), la Commissione chiede alla Germania e al Lussemburgo, in quanto autorità di omologazione competenti, quali misure correttive e sanzioni siano previste. La Commissione chiede inoltre chiarimenti al Regno Unito sulla legislazione nazionale prevista.

Nel maggio 2017 la Commissione ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per il mancato adempimento degli obblighi derivanti dalla normativa dell'UE in materia di omologazione dei veicoli da parte di Fiat Chrysler Automobiles. Nel frattempo, l'Italia ha adottato misure correttive ordinando al gruppo Fiat Chrysler Automobiles di effettuare un richiamo obbligatorio nell'Unione europea. Oggi, nel quadro dell'attuale scambio, la Commissione richiede informazioni supplementari sulle concrete misure correttive adottate e le sanzioni applicate.

Acque reflue urbane

La Commissione europea invita l'Italia a conformarsi pienamente alla sentenza della Corte di giustizia dell'UE del 10 aprile 2014. La Corte ha stabilito che l'Italia è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane, non avendo garantito la raccolta e il trattamento adeguati delle acque reflue urbane. A norma della direttiva, gli Stati membri provvedono affinché tutti gli agglomerati (città, centri urbani, insediamenti) con una popolazione di oltre 10 000 abitanti e che scaricano acque reflue in aree sensibili effettuino correttamente la raccolta e il trattamento delle acque reflue urbane. Nonostante i progressi compiuti dopo la sentenza della Corte, 14 agglomerati non risultano ancora in regola. A quattro anni dalla sentenza, la Commissione si appresta a inviare un ultimo richiamo all'Italia prima di deferire il caso alla Corte e sollecitare l'irrogazione di sanzioni pecuniarie. L'Italia dispone di due mesi per rispondere alla lettera di costituzione in mora; in caso contrario la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

Xylella

Oggi la Commissione europea ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'Unione europea perché le autorità italiane non stanno adottando le misure necessarie all'eradicazione dell'organismo nocivo da quarantena Xylella fastidiosa in Puglia e, di conseguenza, non hanno arrestato la sua diffusione. In seguito alla prima notifica di focolaio di Xylella fastidiosa in Puglia nell'ottobre 2013, le autorità italiane non si sono pienamente conformate alla normativa dell'UE sugli organismi da quarantena nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e non ne hanno impedito l'ulteriore diffusione nella regione Le norme comprendono, tra le altre disposizioni, la rimozione delle piante infette in alcune parti delle zone delimitate immediatamente dopo che la presenza di Xylella fastidiosa è stata confermata per la prima volta, nonché il monitoraggio e il campionamento delle piante nelle pertinenti parti della zona delimitata. Il calendario trasmesso dall'Italia non è stato ritenuto efficace per garantire l'immediata rimozione degli alberi infetti, come prescritto dalla normativa dell'Ue. La mancanza di misure adeguate aumenta il rischio di un'ulteriore diffusione dell'organismo al di fuori dell'attuale zona delimitata, nel resto del territorio italiano e al di fuori dell'Italia. 

Test su tessuti e cellule umani 

La Commissione ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'Ue per la mancata notifica delle misure di recepimento delle norme che modificano le prescrizioni esistenti applicabili agli esami effettuati su tessuti e cellule umani. Tali modifiche sono essenziali per tutti i soggetti coinvolti e in particolare per i donatori e le loro famiglie nel quadro della definizione di norme di qualità e di sicurezza per la donazione, l'approvvigionamento, l'esame, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umani. Finora l'Italia non ha notificato alla Commissione le misure di recepimento di tale direttiva di modifica nel suo ordinamento nazionale, nonostante l'obbligo di provvedervi entro il 17 giugno 2014. 

Carburante per le barche

La Commissione europea ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora all'Italia, che equipara le imbarcazioni da diporto noleggiate alle imbarcazioni commerciali, consentendo così che esse usufruiscano del carburante in esenzione da accisa per l'alimentazione dei motori. Ciò viola le norme fiscali dell'Ue che non consentono un'esenzione dalle accise per questo tipo di imbarcazioni. 

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Commenti (2)

  • Allora fuori dall'europa e basta.....questi ci vogliono solo stangare per riccattarci e fare solo come vogliono loro....in ogni caso ci vogliono impoverire....

  • L'Europa è come avere un vigile o Equitalia per padrone di casa, non c'è un giorno che non ci multino o che non ci chiedano soldi...ma perché rimaniamo ancora nella Comunità!

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