Migranti, cosa dice la lettera dell'Onu che accusa l'Italia di violazione dei diritti umani

L'ufficio di informazioni regionale della Nazioni Unite rende noto il testo del documento, redatto da esperti indipendenti, che punta il dito contro il decreto Salvini-bis e le misure già prese dal governo in materia

L'esistenza della lettera era stata resa nota sabato e aveva provocato la reazione stizzita del ministro degli Interni, Matteo Salvini: un team di esperti delle Nazioni Unite condanna l'Italia per il decreto legge che "prevede ammende a quanti soccorrano migranti e rifugiati in mare, e ha sollecitato il governo a bloccarne l’approvazione". Si tratta del cosiddetto decreto Salvini-bis. Per il leader della Lega, l'Onu "fa ridere, è da scherzi a parte". Ma ecco cosa hanno scritto i team di esperti nella lettera di 11 pagine inviata al governo italiano, ma anche a quello della Libia e all'Unione europea.

Violati i diritti umani

“Il diritto alla vita e il principio di non respingimento dovrebbero sempre prevalere sulla legislazione nazionale e su altre misure presumibilmente adottate in nome della sicurezza nazionale”, scrivono gli esperti indipendenti nel documento redatto per l'Onu, secondo quanto ha fatto circolare oggi l'Unric, l'ufficio d'informazione regionale delle Nazioni Unite.

“Sollecitiamo le autorità a smettere di mettere in pericolo le vite dei migranti, compresi i richiedenti asilo e le vittime di traffico di esseri umani, in nome della lotta contro i trafficanti - continuano - Si tratta di un approccio fuorviante, non in linea né con il diritto internazionale generale né con la legislazione internazionale sui diritti umani. Al contrario, politiche migratorie restrittive contribuiscono a esacerbare le vulnerabilità dei migranti e servono solamente a accrescere il fenomeno del traffico di esseri umani”.
 
All’inizio di maggio, Salvini aveva annunciato la proposta di emanare un decreto per multare le imbarcazioni per ogni persona soccorsa in mare e trasportata in territorio italiano. Anche le licenze di ong e altre imbarcazioni impegnate nel soccorso dei migranti potrebbero essere revocate o sospese.

Gli esperti Onu hanno asserito che, qualora il decreto – che deve essere ancora approvato dal governo – entrasse in vigore, "minaccerebbe seriamente i diritti umani dei migranti, compresi i richiedenti asilo, così come le vittime di tortura, traffico di esseri umani e altri seri abusi dei diritti umani".

Sotto accusa anche atti precedenti del governo

Gli esperti hanno inoltre chiesto la revoca di due precedenti direttive che vietano alle navi delle ong che soccorrano migranti a largo delle coste libiche di accedere ai porti italiani. La seconda in particolare riguarda la nave italiana Mare Jonio.
 
La dichiarazione che i porti libici siano “in grado di garantire ai migranti un’adeguata assistenza logistica e medica” è stata secondo gli esperti particolarmente allarmante, specialmente alla luce dei rapporti secondo cui la guardia costiera libica ha commesso numerose violazioni dei diritti umani, inclusi la collusione con reti di trafficanti e il deliberato affondamento di imbarcazioni.

Per gli esperti qualsiasi misura contro gli attori umanitari dovrebbe essere bloccata. “Siamo profondamente preoccupati per le accuse mosse alla nave Mare Jonio, che non hanno trovato il riscontro di qualunque competente autorità giudiziale. Crediamo che ciò rappresenti un ulteriore tentativo politico di criminalizzare gli attori umanitari che svolgono un servizio che salva vite, indispensabile per la tutela di vite umane e dignità”.

Aiutare chiunque sia in pericolo in mare

Gli esperti Onu hanno sostenuto che le autorità italiane non hanno adeguatamente considerato diverse norme internazionali, quali l’articolo 98 della Convenzione Onu sul diritto del mare, relativa al dovere di aiutare chiunque sia in pericolo in mare. “L’articolo 98 è considerato diritto consuetudinario, che si applica a tutte le zone marittime e a tutti coloro in pericolo, senza discriminazioni, così come a tutte le navi, comprese le imbarcazioni private e delle ONG battenti una bandiera nazionale”.

Le direttive stigmatizzano i migranti  come “possibili terroristi, trafficanti e contrabbandieri”, senza fornire prove, hanno spiegato gli esperti. “Siamo preoccupati che questo tipo di retorica esasperi ulteriormente il clima di odio e xenophobia, come già sottolineato in un’altra lettera alla quale il governo italiano deve ancora dare risposta", concludono

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