Ecco come si svolgerà la votazione per scegliere la nuova sede dell'Agenzia del farmaco

L'Ema e l'Eba dovranno trasferirsi da Londra dopo la Brexit, per ospitare la prima ci sono 19 candidature tra cui Milano, per la seconda sono in lizza in otto

Ansa/Daniel Dal Zennaro

Con la Brexit che avverrà tra poco più di un anno, il 29 marzo 2019, l'Unione europea deve decidere dove spostare le due agenzie che si trovano a Londra quando il Regno Unito non sarà più uno Stato membro. Da mesi si sta svolgendo una vera e propria battaglia politica tra i diversi Paesi, che si concluderà con il voto al Consiglio Affari generali del prossimo 20 novembre, per 'accaparrarsi' l’Agenzia europea del farmaco (Ema) e l’Autorità bancaria europea (Eba).

Il Consiglio ha ricevuto 27 proposte dagli Stati membri, relative a 23 città: diciannove sono state le richieste per l'Ema e 8 per l'Eba. Per la prima è in corsa anche Milano, una candidatura in cui l'Italia crede fortemente. Alcune città hanno fatto la richiesta per entrambe le agenzie ma non potranno ospitarle tutte e due e quindi se dovessero essere selezionati per l'Ema, che verrà votata per prima, verranno escluse dall'Eba.

Nella scelta della nuova sede dovranno essere presi in considerazione diversi fattori: la certezza che l'agenzia possa entrare in funzione nel giorno del ritiro del Regno Unito dall'Ue, l'accessibilità alla città attraverso aeroporti ben collegati ad esempio, l'esistenza di strutture adeguate per l'istruzione dei figli dei dipendenti delle agenzie, la possibilità di un adeguato accesso al mercato del lavoro, alla sicurezza sociale e all'assistenza medica per i figli e i coniugi dei dipendenti, la continuità nel lavoro dell'agenzia e la diffusione geografica, intesa come equa distribuzione tra gli Stati delle agenzie.

La scelta sarà fatta attraverso una votazione, che dovrebbero tenere conto di questi criteri ma che ne fatti poi sarà molto politica, e che si dividerà in diversi turni. Nel primo turno ciascuno Stato membro avrà sei punti a disposizione da dividere tra tre candidati: tre punti alla prima preferenza, due alla seconda e uno alla terza, con possibilità di astenersi. Se una città riceve tre punti da almeno 14 Stati membri, questa sarà considerata la selezionata. Altrimenti, le tre offerte (o più in caso di parità) con il maggior numero di punti andranno ad un secondo turno di votazione. Nel secondo turno ogni Stato membro avrà un solo voto e se una città riceverà 14 o più voti, sarà la vincente. Se neanche il secondo turno sarà sufficiente al terzo passeranno le due più votate, sempre con un solo voto a disposizione di ogni Stato e in caso di parità, la presidenza tirerà a sorte. Il voto rimarrà segreto e sarà reso pubblico solo il risultato finale con che le schede che saranno distrutte subito dopo lo scrutinio.  

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