Le autostrade italiane sono davvero le più care d’Europa?

La rete è gratuita in Germania, Svezia, Belgio, Olanda e Regno Unito. In Spagna si paga poco e i soldi vanno allo Stato. In Francia le strade sono in mano ai privati come da noi

La tragedia del crollo del ponte Morandi a Genova ha riportato in auge la questione della privatizzazione della rete stradale. Il Movimento 5 stelle vuole che la gestione torni completamente in mano pubblica: “La nazionalizzazione di Autostrade per l’Italia non è una idea da Prima Repubblica, ma una realtà presente in tutta Europa oggi. Chi dice che la nazionalizzazione non si può fare dovrebbe guardare agli altri modelli europei dove i beni pubblici sono e restano in mano allo Stato", dice l'eurodeputata M5s Rosa D'Amato. Ma è davvero cosi'? Vediamo paese per paese.

Germania

Viaggiare gratis è la normalità per molti automobilisti europei che possono contare su una rete autostradale in gran parte pubblica e priva di pedaggi. In Germania passano al casello i soli mezzi che superano le 12 tonnellate a pieno carico. Le Autobahn tedesche sono finanziate e gestite dallo Stato, ad eccezione di alcuni tunnel e ponti costruiti con risorse dei privati, per i quali si paga un pedaggio.

Svezia

Lo stesso discorso vale per la Svezia, dove lo Stato pianifica gli investimenti sulla rete autostradale che poi vengono affidati ai privati. Ma le società alle quali sono commissionati i lavori si occupano solo della costruzione e manutenzione della rete, mentre il Parlamento decide l’ammontare dei pochi pedaggi previsti.

Spagna

Lo Stato definisce le tariffe dei pedaggi anche in Spagna, ma solo sul 20% di rete autostradale in cui si paga. Si tratta di opere cogestite da privati e dal ministero dei Lavori pubblici, che infatti decide quanto devono sborsare gli automobilisti spagnoli.

Regno Unito

La rete autostradale del Regno Unito è stata realizzata con soli finanziamenti pubblici fino al 1994, quando si è dato il via alle opere costruite dai privati. L’acceso alle autostrade è in gran parte gratuito. Il livello delle tariffe dei pochi pedaggi previsti è collegato a indicatori come la sicurezza stradale e congestione del traffico.

Austria

In Austria si paga, ma gli importi del pedaggio vanno a una Spa con un unico azionista: lo Stato. Un abbonamento annuale per tutta la rete costa 87 euro l’anno per i veicoli fino alle 3,5 tonnellate, mentre i mezzi pesanti pagano a seconda della distanza percorsa. La società statale è responsabile anche delle opere di manutenzione e gestione delle infrastrutture, oltre che dell’espansione della rete autostradale.

Belgio e Olanda

Le autostrade sono gratuite anche in Belgio, dove i camion con pieno carico superiore alle 3,5 tonnellate devono dotarsi di un dispositivo satellitare OBU (On Board Unit). Introdotto nel 2016, il sistema consente di monitorare i chilometri e le strade percorse dal mezzo pesante per quantificare l’importo del pedaggio. Il sistema non si applica comunque alle vetture sotto le 3,5 tonnellate, che possono viaggiare tranquillamente senza passare per i caselli autostradali. La gratuità è garantita anche dai vicini olandesi, che fanno pagare un pedaggio a tutte le autovetture il solo accesso ai tunnel Westerschelde e Dordtse Kil.

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Francia

Il sistema francese somiglia per molti aspetti a quello italiano, ma la gestione è più trasparente e i pedaggi meno costosi. I concessionari privati incassano gli importi pagati al casello, ma il controllo e la gestione delle concessioni autostradali sono scrutinati dalla Direzione generale delle infrastrutture, dei trasporti e del mare (Dgtim), che pubblica ogni anno una relazione sull’operato dei privati consultabile online. Sono pubblici anche tutti i contratti stipulati con i concessionari. Il pedaggio dei 450 km tra Parigi e Lione costa 33,30 euro contro i 40,50 euro della tratta Bologna-Ventimiglia, che copre circa 400 km.

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