L`Europeo... a Londra

L`Europeo... a Londra

Permesso di residenza e pensioni, il caos della Brexit si abbatte su 3 milioni di europei

Intervista a Dimitri Scarlato, membro dell'organizzazione che sta assistendo i cittadini Ue alle prese con le complicate procedure burocratiche per restare nel Regno Unito. E vedersi riconosciuti diritti e prestazioni maturati anche da decenni

Gli attivisti di The3millions

"Brace for impact”, “prepararsi all`impatto”. La Brexit è come un aereo in picchiata, al cui comando c'è il premier britannico Boris Johnson.  Accovacciati sui sedili, secondo la procedura d'emergenza, europei in Gran Bretagna e inglesi in Europa. Tutti col fiato sospeso, in attesa dell'impatto. Come sarà lo scopriremo a ridosso della pista di atterraggio o meglio a poche ore dalla scadenza che Bruxelles e Londra si sono date, il 31 ottobre 2019. A Dimitri Scarlato advocate di “the3million”, l'organizzazione in campo per la difesa dei tre milioni di europei residenti in Gran Bretagna, abbiamo chiesto come stanno vivendo gli europei queste fasi di preparazione all`atterraggio, ergo all'uscita dalla Ue. 

“In qualità di consulente dello sportello Inca - Cgil Uk, abbiamo assistito principalmente a due grossi problemi: una prima questione ha riguardato tutti quei soggetti che sono entrati nel Regno Unito prima o dopo il 1973. Queste persone, infatti, al momento di effettuare l`applicazione per il settle status non vengono trovate dall'app messa in campo dell'Home Office. Questo perché il sistema pensionistico britannico non è completamente digitalizzato e quando l'app ne cerca gli estremi, non ha successo. È chiaro che se a registrarsi è una persona di 85 anni, che ha vissuto qui per anni, e non vede concessosi lo status, è un bello stess”. 

Sono affidati alla cronaca i casi di europei per lungo tempo in Gran Bretagna ai quali non è stato concesso il tanto agognato settle status, che assicura diritto illimitato a vivere in Gran Bretagna, generando polemiche e critiche. “Il secondo grande tema - ammette Scarlato - è la totale incompetenza mostrata dal governo britannico di creare una proposta chiara, coerente e organica per tempo”. 

A questa critica, che è poi quella mossa da più fronti, l'Home Office ha risposto con nuovi criteri in campo in caso di no deal distinguendo tra coloro i quali, entrando nel Paese prima del 31 ottobre 2019, dovranno seguire l'iter del settlement scheme con accesso non limitato temporalmente e coloro i quali che, entrando successivamente lo scoccare del 31/10, saranno soggetti al TLR, ovvero uno status di immigrazione temporanea di 36 mesi, scaduti i quali, dovranno lasciare il paese. 

Un passo importante per diradare nubi, quello che segue alla pubblicazione al policy paper. Questo crea contatto visivo con la pista, e rassicura un pò. Sul tipo di impatto, ora, influirà la velocità di crociera. Per tutti noi non resta che prepararci alle conseguenze. “Brace”. 

L`Europeo... a Londra

Un osservatorio sulle vite degli italiani a Londra. Che impatto sta avendo la Brexit sulle persone? Come reagisce la comunità italiana all`incertezza di un clima che cambia rapidamente? Lo scopriremo raccontando le storie di chi ha scelto Londra e di chi la ama. Tra croce e delizia, amore e odio

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Torna su
EuropaToday è in caricamento