M5s verso il sì a von der Leyen: "Voto su Rousseau? C'è poco tempo"

Salario minimo, riforma di Dublino e accordi con Conte. I Cinque stelle soddisfatti per “l’incontro positivo” con la prescelta alla guida della Commissione Ue. E mentre Verdi e Sinistra bocciano la tedesca, la Lega annuncia: "Non escludiamo nostro appoggio"

L'incontro tra Ursula von der Leyen e gli eurodeputati M5s Fabio Massimo Castaldo e Tiziana Beghin

Potrebbe non esserci tempo per chiedere un parere agli attivisti del Movimento cinque stelle sulla decisione in merito a Ursula von der Leyen, la candidata alla guida della Commissione europea. Una decisione finale quella dei 14 eurodeputati M5s che, salvo capovolgimenti dell’ultim’ora, dovrebbe essere favorevole alla politica tedesca prescelta dai leader europei, incluso Giuseppe Conte, per prendere il posto di Jean Claude Juncker. Proprio l’accordo sottoscritto dal premier coi partner a Bruxelles sarebbe alla base dell’ok dei Cinque stelle, che stamane hanno avuto un “incontro positivo” con la ministra della Difesa che martedì prossimo potrebbe diventare la prima donna a guidare la Commissione europea. 

L'apertura dei 5 stelle

“Sicuramente gli accordi presi verranno rispettati”, ha detto subito dopo l’incontro Tiziana Beghin, capo-delegazione dei pentastellati al Parlamento europeo, riferendosi alla possibile vicepresidenza della Commissione con un dicastero europeo influente sul versante economico. Ma alla base dell’apertura dei Cinque stelle all’esponente del partito di Angela Merkel c’è anche una chiara condivisione di intenti. 

“Le priorità del suo impegno sono anche le nostre”, sottolinea la Beghin, spiegando gli impegni presi dalla von der Leyen “per il salario minimo europeo”, ma anche su “una visione di Europa e Italia rispetto flussi migratori che noi condividiamo”. “Ha sottolineato più volte come i confini italiani siano confini europei”, ricorda la pentastellata, specificando che la candidata tedesca “ha portato avanti l’idea che le regole di Dublino vanno riviste”. 

“Non sono stati espressi tutti i punti e le criticità, ci sono anche valutazioni che dobbiamo ancora fare”, ha messo le mani avanti l’eurodeputata, che ha “apprezzato molto” la volontà della von der Leyen “di aprire le istituzioni europee al mondo femminile”. 

Una decisione finale, quella del M5s, che verrà presa nei prossimi giorni. O comunque entro martedì prossimo, quando la candidatura della tedesca passerà al vaglio del Parlamento europeo. Su una possibile consultazione sulla piattaforma Rousseau Beghin appare pessimista: “È evidente che i tempi sono molto stretti, sono decisioni politiche che devono essere prese in modo molto rapido”.

Quota 374 

Se la posizione del M5s sembra ben definita, lo stesso non si può dire degli altri partiti italiani maggiormente rappresentati al Parlamento europeo. La Lega non ha ancora avuto un incontro con la politica tedesca e il Partito democratico, per bocca di Carlo Calenda, non si è detto soddisfatto delle risposte date dalla von der Leyen nel corso dell’incontro con gli europarlamentari del gruppo dei Socialisti e Democratici di Bruxelles. Il Carroccio, tuttavia, ha lanciato già qualche apertura: "Non escludo che la Lega possa votare per Von der Leyen", ha detto il neo ministro per gli Affari Ue Lorenzo Fontana."Sono contento - ha aggiunto - perché ha avuto parole importanti sulla riforma di Dublino, una apertura molto interessante".

Sulla candidatura della ministra della Difesa tedesca comunque pesa il voto negativo già annunciato dai Verdi e dalla Sinistra, insoddisfatti del programma della von der Leyen su due punti che stanno cari a ecologisti e progressisti: ambientalismo e difesa dello Stato di diritto nell’Unione europea.  

Ma anche i socialisti, soprattutto la delegazione tedesca, stanno facendo campagna contro la loro connazionale. Una posizione che sta creando non pochi problemi alla Grande coalizione con la Cdu, il partito di von der Leyen, su cui si regge il governo Merkel. Stando alle regole, per essere confermata alla guida della Commissione, von der Leyen dovrà ottenere il 50% più 1 dei voti dell'Aula di Strasburgo: essendo attualmente 747 gli eurodeputati già insediati, la soglia è fissata a 374.

La tedesca dovrebbe contare sul sostegno dei popolari e dei liberali, che insieme arrivano a 290 deputati. Il resto, qualora i socialisti dovessero clamorosamente votare contro in blocco, dovrebbe trovarlo tra Conservatori, sovranisti e appunto i 5 stelle. Difficile che si configuri una situazione del genere. Più probabile che von der Leyen possa trovare appoggi trasversali ai vari gruppi. Ma anche tanti franchi tiratori, compresi tra i popolari e i liberali, pronti a fare uno sgambetto alla prima donna candidata alla poltrona più alta del Berlaymont.
 

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