Ombre su von der Leyen, il dossier tedesco: "Ecco perché è inadeguata a guidare la Commissione”

Un documento interno al gruppo S&D del Parlamento europeo critica la prescelta per la successione a Juncker. “Spreco di danaro pubblico, scandali e appoggio di Orban”

“È un candidata assolutamente inadeguata per guidare la Commissione”. Non usa mezzi termini l’europarlamentare tedesco Jens Geier nel documento che ha inviato a tutti i suoi colleghi del gruppo Socialisti e Democratici (S&D) dell’Eurocamera, inclusi gli italiani del Pd. Due pagine dense di informazioni scomode e giudizi al veleno sull’operato politico e professionale di Ursula von der Leyen, candidata alla presidenza della Commissione europea. Tra le accuse più pesanti rivolte alla ministra della Difesa tedesca c’è quella presunta “violazione delle norme sugli appalti pubblici nell'aggiudicazione di contratti con consulenti esterni”, costate ai contribuenti tedeschi “decine di milioni”, sulle quali sta indagando una commissione parlamentare d’inchiesta istituita al Bundestag, il parlamento federale tedesco.

Cricche in ministero e costi gonfiati

I componenti della commissione, spiega l’eurodeputato Geier, rimproverano alla ministra di aver “ignorato le cricche in casa e di essersi sopravvalutata”. Ma lo scandalo delle consulenze non è l’unico citato nel dossier, di cui Europa Today ha preso visione.  “Von der Leyen è sotto accusa anche per aver accettato di ristrutturare la nave da addestramento dell'esercito tedesco, Gorch Fock”, si legge nel documento. Un’operazione che ha fatto lievitare la spesa del ministero, oggi stimata “intorno ai 135 milioni di euro, dieci volte di più di quanto concordato all’inizio”.

“La Corte dei conti federale ha accusato il ministero della Difesa dell'esplosione dei costi”, ricorda il dossier, e “i pubblici ministeri hanno indagato una sospetta corruzione”.  “La ministra della Difesa Ursula von der Leyen - scrive l’europarlamentare - ha una responsabilità politica”. “I liberali tedeschi, i verdi, i partiti di sinistra e di destra criticano il fallimento sistematico”, si sottolinea nel dossier, “e persino i colleghi membri e funzionari del Cdu (partito di von der Leyen, ndr) vedono l'amministrazione di von der Leyen come un fallimento”.

Accuse di plagio 

“Nel 2015, ben prima dello scandalo degli appalti, von der Leyen ha subito accuse di plagio in relazione alla tesi che ha scritto quando studiava medicina”, si precisa nel documento, ricordando le dimissioni di varie personalità di peso della politica tedesca in seguito a simili accuse di plagio accademico. “Von der Leyen è stato più fortunata”, scrive l’eurodeputato nei panni dell’ispettore, che poi ricorda come la ministra sia uscita pulita dalle accuse, infine derubricate alla semplice “omissione di citazione corretta delle fonti”.

La candidata di Orban

Nell’occhio del ciclone finisce infine il processo di selezione che ha portato alla scelta di Ursula von der Leyen. “La sua candidatura è emersa come un compromesso per compiacere i paesi di Visegrad - Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca”, si legge nel documento. I Governi meno europeisti d’Europa avrebbero infatti “posto il veto a un piano promosso dalla cancelliera tedesca Angela Merkel”, si ricorda nel dossier - alludendo all’accordo che avrebbe portato il socialista Frans Timmermans alla guida della Commissione. La scelta della ministra tedesca, si legge in conclusione del dossier, è stata invece accolta con un tweet di soddisfazione da parte del portavoce del premier ungherese Viktor Orban.  

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