Il vertice Ue-Cina parte zoppo, a rischio la dichiarazione congiunta

Pechino non avrebbe fatto aperture ritenute sufficienti su temi come i sussidi di Stato all'industria, accesso al mercato, parità di trattamento per le imprese e sulla sovrapproduzione di acciaio

Bruxelles is prepara ad ospitare il ventunesimo vertice bilaterale tra l'Unione europea e la Cina. L'ultimo incontro di questo tipo c'è stato nel luglio dell'anno scorso ma a quanto pare da allora le cose non sono avanzate particolarmente. O meglio lo erano ma le discussioni hanno poi subito un brusco stop. Come racconta l'Askanews senza delle schiarite nelle prossime ore, il vertice potrebbe non approdare alla firma di un documento congiunto, a causa di una vistosa retromarcia di Pechino su una serie di richieste dell'Ue fatte proprio nell'ultimo bilaterale.

Il Vertice

Al vertice parteciperanno il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, quello della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, accompagnati dall'Alto Rappresentante per la Politica estera, Federica Mogherini, nonché dal vicepresidente della Commissione responsabile per crescita, investimenti e competitività, Jyrki Katainen. La Cina sarà rappresentata invece dal premier Li Keqiang e dal ministro degli Esteri, Wang Yi, che saranno accompagnati da altri ministri di Pechino per le discussioni settoriali.

Le critiche dell'Ue

Alla vigilia del vertice, non è però ancora chiaro se vi sarà un comunicato congiunto finale, com'è stato in occasione dell'ultimo incontro, nel luglio 2018. La settimana scorsa Tusk ha raccomandato ai Ventotto di respingere la bozza che era stato possibile fin lì concordare con i cinesi, perché non abbastanza aperta e ambiziosa. Nella bozza, a fronte di alcune concessioni sulla tutela delle indicazioni geografiche e sull'accordo per gli investimenti, non c'erano impegni da parte cinese riguardo alle richieste chiave dell'Ue: riforma dell'Omc, sussidi di Stato all'industria, accesso al mercato, parità di trattamento ("level playing field") per le imprese europee in Cina, nonché per il dialogo sulla sovraccapacità nella produzione dell'acciaio. Per Tusk, si tratterebbe di una chiara retromarcia rispetto alla dichiarazione congiunta del 2018.

Le prospettive strategiche dell'Ue

Il vertice si tiene a due settimane dal dibattito che i capi di Stato e di governo hanno avuto sulle relazioni Ue-Cina al Consiglio europeo del 22 marzo, e a un mese dalla comunicazione congiunta della Commissione europea e dell'Alto Rappresentante sulle "prospettive strategiche" delle relazioni tra l'Europa e il colosso asiatico (pubblicata il 12 marzo), che individuava 10 "azioni concrete" su cui sviluppare il dialogo fra i due giganti del mercato mondiale. Le priorità individuate dal documento strategico e dalla sua discussione fra i leader Ue riguardano in particolare la questione della reciprocità in materia di scambi, investimenti e accesso ai mercati, la riforma dell'Organizzazione mondiale del Commercio, con la difesa del multilateralismo e la questione dei sussidi di Stato all'industria, il rispetto dei diritti fondamentali e, infine, la "cooperazione sulla connettività sostenibile basata su regole". Una definizione, quest'ultima, che copre, oltre alla possibile cooperazione sulle infrastrutture di trasporto della "Belt and Road Initiative", la Nuova via della seta, anche le preoccupazioni europee per la sicurezza delle infrastrutture di telefonia mobile della quinta generazione (5G), dominate dalla tecnologia cinese.

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