La maggioranza scricchiola, von der Leyen cerca il soccorso 'verde'

La prossima presidente dell'Esecutivo Ue, dopo aver subito la bocciatura di tre commissari, cerca nuovi alleati al Parlamento di Strasburgo. I Green: "Noi restiamo all'opposizione, ma saremo costruttivi". E tendono la mano ai 5 stelle

La leader dei Verdi a Strasburgo, Ska Keller

Il giro di audizioni al Parlamento europeo, con ben tre commissari bocciati, tra cui la francese Goulard, ha confermato quanto già era emerso a luglio, quando Ursula von der Leyen supero' il voto di fiducia di Strasburgo per una manciata di voti: la nuova Commissione Ue si regge su una maggioranza fragile. All'Eurocamera, le tre forze che sulla carta appoggiano la leader tedesca, ossia popolari, socialisti e liberali, potrebbero garantirle una navigazione tranquilla per i prossimi 5 anni. Ma le divisioni interne e le alleanze trasversali hanno evidenziato che i numeri ufficiali non bastano. Ecco perché von der Leyen ha deciso di puntellare la maggioranza con innesti esterni. A partire dai verdi. 

Puntellare la maggioranza

La presidente eletta, infatti, ha fissato un incontro con i leader del gruppo ecologista a Strasburgo. Ma le prime reazioni non sono state entusiasmanti. Anche perché i verdi avevano cercato di entrare nella coalizione di governo già all'indomani delle elezioni europee, magari sperando nella nomina del progressista Frans Timmermans al vertice della Commissione. Un progetto svanito quando Emmanuel Macron, con una prova di forza, impose von der Leyen. E i verdi restarono ai margini dei tavoli di trattativa per la composizione del collegio dei commissari. 

"A inizio legislatura abbiamo negoziato con gli altri tre gruppi", popolari, socialisti e democratici e liberali, "la nostra intenzione era di far parte della maggioranza", ha ricordato la co-presidente dei verdi europei Ska Keller, precisando che il suo gruppo "è entrato in questi negoziati con la massima sincerità", impegnando "tanto tempo, pensieri, proposte, ma alla fine gli altri gruppi politici assieme ai capi di Stato e di governo rispettivi hanno deciso che non avevano bisogno di noi", ha aggiunto Keller.

Il sostegno esterno

"Benissimo questa è la democrazia, noi avremmo voluto dare un contributo - ha continuato la leader ecologista, anche lei tedesca coma von der Leyen - e realizzare nella pratica i nostri progetti", mentre allo stato attuale "potremo essere un partito forte e costruttivo all'opposizione cercando di trovare delle maggioranze sui temi che per noi sono importanti per i quali spingeremo come abbiamo sempre fatto nelle legislature del passato". La leader ecologista assicura quindi che i verdi in Europa non staranno in "un angolo arrabbiati", ricordando che "la maggioranza è piuttosto debole" ma "vedremo come andrà avanti".

In altre parole, i verdi non escludono di poter concedere il loro sostegno esterno. Anche visto il fatto che almeno un commissario, il lituano Sinkevicius, titolare proprio del portafoglio Ambiente, viene considerato vicino al loro gruppo. I verdi, da quanto si è appreso in queste settimane, avrebbero anche ottenuto alcuni posti chiave nei gabinetti dei nuovi commissari Ue. Una sorta di garanzia per il loro appoggio "costruttivo" alla maggioranza. 

L'apertura al M5s

Ma i verdi devono anche fare i conti con la Brexit: con l'uscita dei deputati britannici, infatti, i green rischiano di vedere ridurre il loro peso nell'Aula. Cosa che potrebbe favorire l'accordo per l'ingresso nel gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle, a oggi relegato nel limbo dei non iscritti. Le discussioni tra M5s e verdi, dice sempre Keller, starebbero continuando "in un'atmosfera amichevole", "gradevole" malgrado le "questioni difficili" sul tavolo, ma "non c'è una scadenza", una tempistica fissata per arrivare ad una decisione su un'eventuale ingresso degli eurodeputati pentastellati nel gruppo ecologista.

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