"M5s nella grande famiglia dei Verdi", Di Maio adesso spera nell'accordo

Dopo aver tentato, senza successo, la strada della costruzione di un nuovo soggetto politico europeo, il leader dei 5 stelle plaude all'apertura dei colloqui tra i suoi eurodeputati e i Green. L'obiettivo è avere un gruppo per pesare di più a Strasburgo

"In queste ore, il gruppo dei verdi europei ha votato a favore di un dialogo con il Movimento 5 stelle. Significa che, forse, c'è la possibilità di entrare nella grande famiglia europea dei verdi. Per noi sarebbe un grande salto, significherebbe rafforzare la nostra identità a livello europeo legandola ai temi dell'ambiente". Nel giorno dello sciopero mondiale sul clima, Luigi Di Maio saluta come "epocale" il possibile ingresso del suo movimento nel gruppo dei Verdi al Parlamento europeo. 

Il nodo dei 5 stelle

Dopo avere inseguito, senza successo, il sogno di creare un soggetto politico Ue a guida M5s e con l'innesto di nuovi partiti emergenti nel contesto europeo, Di Maio vede ora di buon occhio l'apertura di un canale di dialogo con i Green. La ragione principale è la mancanza per i 5 stelle di un gruppo parlamentare a Strasburgo: i 14 eurodeputati eletti a maggio, infatti, si trovano a oggi nel limbo dei non iscritti, cosa che limita di molto le possibilità per il M5s di incidere sull'attività legislativa e politica del Parlamento. Oltre a provocare un netto taglio ai contributi che l'Ue assegna, attraverso i gruppi, alle singole delegazioni per svolgere il proprio lavoro.

"So che sono stati mesi difficili, so che è dura - ha scritto oggi Di Maio sul Blog delle Stelle - So che non riusciamo a riprendere fiato da anni, con elezioni ed elezioni che si susseguono ogni mese. Ma non possiamo fermarci ora. E allora ecco che nei prossimi mesi dovremo prendere altre decisioni epocali che ci riguardano". Ossia, l'ingresso nei Verdi. 

I dubbi dei Verdi

In realtà, più che ai 5 stelle, la decisione spetta ai Verdi stessi, che dopo avere opposto un secco rifiuto a qualsiasi alleanza con il Movimento negli anni passati (e fino a pochi mesi fa), adesso hanno accettato di aprire un tavolo negoziale. In una nota ufficiale, i Verdi hanno deciso di "cominciare una discussione conoscitiva ('fact finding', ndr)" con i pentastellati, come da richiesta del Movimento. Ma hanno precisato anche di essere ancora "molto lontani dal poter parlare già di un'adesione" al gruppo ecologista da parte dei grillini.

In realtà, "non è ancora neanche l'inizio di un negoziato", hanno puntualizzato i Verdi. "Noi abbiamo molto rispetto e amicizia per la maggior parte dei colleghi europarlamentari del M5s, ma questo non cambia il problema: l'obiettivo - hanno spiegato - per noi è chiaro: si tratta di chiarire alcuni punti fondamentali, in particolare sulla natura stessa del M5s, sul controllo esercitato sul Movimento da parte della ditta Casaleggio, sui legami che il Movimento ha avuto per cinque anni in Europa durante la sua partecipazione al gruppo euroscettico di Nigel Farage, e su quelli intercorsi per un anno e mezzo nell'alleanza di governo con l'estrema destra in Italia. Un governo che, va ricordato, che non sarebbe caduto se l'estrema destra non avesse rotto l'alleanza", hanno concluso i Verdi.

Le questioni, insomma, richiamano i paletti già posti nel giugno scorso che avevano di fatto bloccato la strada verso un'intesa: il rapporto con la Casaleggio associati e i trascorsi con Farage e Salvini. Dietro questi paletti, a dirla tutta, si cela anche uno scontro interno agli stessi Green: una parte, guidata dagli eurodeputati francesi, vedrebbe di buon occhio l'ingresso dei 5 stelle anche per rafforzare il gruppo in vista della Brexit, quando la pattuglia di Strasburgo perderà, qualora il Regno Unito uscisse dall'Ue, ben 11 parlamentari britannici. Inoltre, il M5s garantirebbe una 'rappresentanza' verde in seno al Consiglio europeo attraverso il governo giallorosso. Contrari all'ingresso, invece, è un altro pezzo dei Verdi, in particolare i tedeschi, che teme contraccolpi negativi agli equilibri del gruppo.   

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