Muri di casa imbrattati di letame, la Kyenge non ci sta: "Non è colpa del mio cane, gesto d'odio"

L'eurodeputata del Pd smentisce le voci circolate sulla stampa in queste ore secondo cui sarebbe stato un vicino a compiere il raid vandalico nella sua abitazione di Gaggio, nel Modenese: "Zibi non c'entra, rapporti ottimi con il vicinato"

Sta provocando polemiche e un corollario di smentite e contro-smentite il raid vandalico denunciato dall'eurodeputata del Pd, Cecile Kyenge: nella notte tra sabato e domenica, qualcuno si è introdotto nel giardino della sua abitazione di Gaggio, nel Modenese, imbrattando i muri esterni e i cancelli anche con delle feci. Dopo la denuncia, è scattata la solidarietà bipartisan nei confronti dell'esponente dem nata in Congo e da anni oggetto di messaggi d'odio sul web e in pubblico. Ma oggi un quotidiano ha rivelato che il raid non sarebbe stato dettato da motivazioni razziali, bensi' dalla rabbia di un vicino, presunto autore del gesto ed esasperato dal fatto che il marito dell'europarlamentare non raccoglierebbe gli escrementi lasciati dal loro cane negli spazi comuni del quartiere.

La replica 

Una indiscrezione che ha scatenato una smentita indignata da parte della stessa Kyenge: “Sono a confermare, per quanto riguarda la mia famiglia, il buon rapporto che intratteniamo con i nostri vicini, molti dei quali vivono insieme a noi dalla nascita di questa zona residenziale di Gaggio, intrattenendo fin dal primo giorno rapporti eccellenti con noi”, ha scritto un una nota. “A memoria mia e di tutta la nostra famiglia – prosegue - non abbiamo ricordo di liti con i nostri vicini e non abbiamo il sospetto che qualcuno, nel nostro quartiere, possa avercela con noi in generale, e in particolare a proposito del nostro cane Zibi, tanto da raccogliere presunti escrementi di quest’ultimo in giro e rilanciarceli sui muri e sui cancelli”. 

Il “vicino anonimo”, secondo l'eurodeputata, “avrebbe rigettato contro il nostro muro escrementi di cui è l’unico a conoscerne l’origine. Mi pare, dunque – conclude - un tentativo di attribuire al nostro cane le responsabilità di un gesto d’odio compiuto proprio contro di me e la mia famiglia. Queste nuove interpretazioni emerse oggi mi addolorano ulteriormente, essendoci sempre comportati correttamente con i nostri vicini”.

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