La metà degli europei non si fida dei vaccini, temono gravi effetti collaterali

Un sondaggio afferma che il 48% ha paura, una percentuale che in Italia scende al 46%. Secondo l'Unicef ogni anno oltre 21 milioni di bambini non vengono protetti dal morbillo

Quasi la metà degli europei crede che i vaccini spesso causino gravi effetti collaterali. Lo rivela un sondaggio dell'Eurobarometro che ha rilevato che l'88% delle persone concordano che i vaccini sono importanti per proteggere se stessi e gli altri ma il 48% degli intervistati ha affermato che questi sono spesso collegati a gravi reazioni avverse, una convinzione smentita da prove scientifiche.

In Italia

In Italia le percentuali sono leggermente più basse e sarebbe il 46% a temere le serie controindicazioni degli italiani pensa che le vaccinazioni provochino seri effetti collaterali. Il 42% degli intervistati ha invece sostenuto che si tratta di una falsità mentre il 12% ha ammesso di non saper rispondere. Gli italiani, in questo, sono leggermente al di sopra della media Ue, dove solo il 41% crede nella sicurezza dei vaccini e l'11% non sa rispondere.

Gli altri Stati membri

Le cose vanno peggio in Francia dove il 60% pensa che vaccinarsi provochi frequentemente effetti collaterali gravi, e nel Regno Unito. Siamo invece appaiati con i tedeschi, che al 46% sono sospettosi e fanno meglio di noi, tra i grandi Paesi europei, gli spagnoli ('solo' il 43% ha paura). I più consapevoli della sicurezza dei vaccini sono gli svedesi, dove appena il 26% della popolazione pensa che comporti seri effetti collaterali, i più disinformati sono i ciprioti con il 65% di loro che teme dei side effects. Per il vicepresidente della Commissione europea, Jyrki Katainen, questi dati dimostrano “che il nostro lavoro per aumentare la copertura e per combattere con la disinformazione sui vaccini è lungi dall'essere finito”.

I dati dell'Unicef

E il problema non riguarda solo l'Europa. Secondo l'Unicef sono 169 milioni i bambini, in media 21,1 milioni l'anno, che tra il 2010 e il 2017 non hanno ricevuto la prima dose di vaccino contro il morbillo. Nei primi tre mesi del 2019 nel mondo sono stati segnalati più di 110mila casi di morbillo, circa il 300% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Circa 110.000 persone, molte delle quali bambini, sono morte a causa del morbillo nel 2017, con un incremento del 22% rispetto all'anno precedente. Due dosi di vaccino contro il morbillo sono essenziali per proteggere i bambini dalla malattia. Tuttavia, a causa della mancanza di accesso, di sistemi sanitari inadeguati, della noncuranza e, in alcuni casi, della paura e dello scetticismo sui vaccini, la copertura globale della prima dose di vaccino per il morbillo nel 2017 era dell'85%, un dato rimasto relativamente costante nell'ultimo decennio nonostante la crescita demografica. La copertura globale per la seconda dose è' molto più bassa, al 67%. L'Oms raccomanda una soglia del 95% di copertura vaccinale per raggiungere la cosiddetta "immunità di gregge".

Differenze tra i Paesi ricchi e poveri

Secondo gli ultimi dati, nei paesi ad alto reddito la copertura della prima dose è del 94%, per la seconda è del 91%. Gli Stati Uniti sono in cima alla classifica dei paesi ad alto reddito con il maggior numero di bambini che non hanno ricevuto la prima dose di vaccino tra il 2010 e il 2017, più di 2,5 milioni di bambini, seguiti da Francia e Regno Unito con rispettivamente oltre 600mila e 500mila bambini non vaccinati nello stesso periodo. L'Italia è al quinto posto con 435mila bambini non vaccinati. Nei paesi a basso e medio reddito, la situazione è critica. Nel 2017, per esempio, la Nigeria aveva il numero più alto di bambini sotto 1 anno che non aveva ricevuto la prima dose di vaccino, circa 4 milioni, seguita da India con 2,9 milioni, Pakistan e Indonesia con 1,2 milioni ciascuno ed Etiopia con 1,1 milioni.

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