Usa: "Soldati tedeschi in Siria". Ma la Germania dice no

Berlino ha fatto sapere che il suo impegno continuerà a limitarsi all'impiego di caccia per missioni di ricognizione e rifornimento in volo: “Nessun invio di truppe di terra”

MIlitari Usa in Siria - foto Ansa EPA/YOUSSEF RABIE YOUSSEF

La Germania non ha alcuna intenzione di inviare truppe di terra in Siria e per questo ha respinto l'invito degli Stati Uniti. Il portavoce del governo di Angela Merkel, Steffen Seibert, ha ha spiegao che Berlino continuerà a contribuire alla coalizione internazionale contro l'Isis guidata dagli Usa "esclusivamente come ha fatto finora", cioè con i caccia Tornado che, di stanza in Giordania, effettuano missioni di ricognizione in Siria, con attività di rifornimento in volo e con l'addestramento delle forze irachene. "Quando affermo che il governo sta valutando di continuare il proprio impegno nella coalizione contro lo Stato islamico, è ben noto che non si conta su alcun invio di truppe di terra", ha affermato il portavoce. Qualsiasi tipo di cambiamento nel mandato militare della Germania, che scade il 31 ottobre, richiederebbe l'approvazione del Bundestag.

La richiesta Usa

La richiesta era arrivata dal rappresentante speciale degli Stati Uniti per la Siria, James Jeffrey, che durante la sua visita in Germania la scorsa settimana aveva dichiarato: "Vogliamo che truppe di terra dalla Germania sostituiscano parzialmente i nostri soldati", facendo riferimento ai recenti piani di Washington di ritirarsi parzialmente dalla regione.

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Anche l'Italia non invierà truppe

E neanche l'Italia ha alcuna intenzione di partecipare alla missione. "Non c'è mai stata una richiesta di tipo formale e ufficiale" da parte degli Stati Uniti all'Italia e un eventuale ulteriore impegno italiano nell'area sarebbe "tutto da verificare e da discutere", ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi all'Ansa. Il rappresentante del governo ha ricordato che l'Italia “è presente nello scenario territoriale di Siria e Libano con il comando della missione delle Nazioni Unite dell'Unifil”, quindi “esiste già un nostro impegno nell'area, importante, significativo e riconosciuto nella sua rilevanza”, e questo “rende un eventuale ulteriore impegno tutto da verificare e tutto da discutere, se e quando ci fosse una richiesta o una proposta formale in tal senso”.

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