L'Ungheria di Orban nega il cibo ai richiedenti asilo respinti

Alcuni lasciati senza mangiare per 5 giorni. Le Ong: “Violazione senza precedenti dei diritti umani”. Il governo: “Approccio professionale. Se gli affari sono finiti non possiamo farci niente”

Una protesta di migranti diretti in Ungheria- Foto 'archivio Ansa EPA/ANDREJ CUKIC

I migranti a cui viene rifiutato l'asilo politico vengono lasciati sistematicamente senza cibo dalle autorità ungheresi. Lo denunciano alcuni attivisti per i diritti umani che parlano di "una violazione senza precedenti dei diritti umani nell'Europa del XXI secolo". Come racconta il Guardian in particolare a raccogliere le denunce è il Comitato ungherese di Helsinki, una ong che offre assistenza legale a coloro che transitano nelle zone di confine. Si tratta di un "trattamento disumano e persino una tortura" ai sensi della legge internazionale sui diritti umani, ha spiegato l'organizzazione in una dichiarazione.

I casi documentati

Sono otto i casi documentati quest'anno che hanno coinvolto 13 persone nei centri al confine con la Serbia: le autorità ungheresi hanno fornito cibo ai richiedenti asilo solo dopo un intervento della Corte europea dei diritti dell'uomo. Alcuni sono rimasti per cinque giorni senza cibo, in attesa che arrivasse la sentenza.

Il governo minimizza

Il fatto non è stato negato dalle autorità del Paese e il portavoce del premier Viktor Orbán, Zoltán Kovács, ha anzi respinto le critiche alla politica di rifiuto del cibo, dicendo che le autorità hanno fornito "di tutto per le persone che hanno il diritto legale di rimanere nella zona di transito", ma aggiungendo che il cibo non sarebbe stato dato a coloro le cui richieste di protezione internazionale sarebbero risultate inammissibili. "È come un approccio professionale. Quando gli affari sono finiti, non possiamo farci più niente", ha detto. Kovács ha insistito sul fatto che il governo di Budapest concede l'asilo e il diritto di rimanere solo a persone che arrivano nel Paese "non solo con una storia ma con prove reali", che le loro vite sono in pericolo.

Orban e le politice anti immigrazione

Il premier nazionalista ungherese Orban ha costruito il suo successo politico su una dura lotta all'immigrazione. Nel 2105, ordinò addirittura la costruzione di una recinzione lungo il confine meridionale del Paese con la Serbia. Nel paese è stata anche approvata una tassa per le Ong che danno aiuto ai migranti. Lo scorso anno è stati tra i Paesi dell'Unione europea che hanno concesso il minor numero di domande di asilo: in tutto 365, che in proporzione sono 35 per ogni milione di abitanti a fronte di una media Ue di 650.

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