Un morto ogni 3 secondi nel 2050. La Ue lancia l'allarme: contrastare la resistenza agli antibiotici

Nella Giornata europea degli antibiotici la Commissione Ue chiede uno sforzo comune per contrastare la resistenza antimicrobica

Ricerca in campo medico. © European Union , 2014 / Source: EC - Audiovisual Service

Un morto ogni 3 secondi. E' questo il ritmo trepidante con cui nel 2050 la resistenza agli antibiotici potrebbe falciare i cittadini europei. Ed è anche l'allarme lanciato oggi dalla Commissione Ue in occasione della Giornata europea degli antibiotici. "Ci troviamo di fronte a un preoccupante futuro 'post-antibiotico'", affermano in coro il commissario Ue alla salute e alla sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis e quello alla ricerca Carlos Moedas, "nel quale potremmo non essere più in grado di effettuare interventi chirurgici importanti e trapianti di organi, o impiantare efficacemente dispositivi come protesi dell'anca o nuove valvole cardiache. Entro il 2050 la resistenza antimicrobica potrebbe uccidere una persona ogni tre secondi e diventare una causa di morte più comune del cancro". La resistenza antimicrobica è già oggi "una delle più grandi minacce per la salute globale", causa di 25.000 decessi l'anno, con spese sanitarie e perdite di produttività per 1,5 miliardi di euro.

Per arrestare questa strage potenziale, sottolineano dalla Commissione Ue, "è più che mai necessario un forte impegno nella comunicazione" e nella "sensibilizzazione", ma non solo: "è necessario intervenire per colmare le differenze e portare tutti gli Stati membri al livello dello Stato che ha conseguito i migliori risultati". 

Piano europeo One Health

Al riguardo Andriukaitis e Moedas ricordano il nuovo Piano d'azione europeo 'One Health' contro la resistenza antimicrobica, che "evidenzia la necessità di affrontare la questione dell'uso degli antimicrobici simultaneamente nelle persone e negli animali". La Ue, insistono, "dovrebbe svolgere un ruolo guida nella lotta alla resistenza antimicrobica e offrire un valore aggiunto alle azioni degli Stati membri" con l'obiettivo di "di curare efficacemente le infezioni negli esseri umani e negli animali".

Già adesso il piano d'azione Ue ha dettato le linee guida sull'uso prudente degli antimicrobici in medicina umana, ha promosso un'iniziativa comune, che coinvolge tutti i 28 Stati membri, sulle infezioni associate all'assistenza sanitaria e la costruzione da parte di 2 agenzie europee, l'Efsa per la sicurezza alimentare ed animale, e l'Ema per i medicinali, assieme all'Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, di indicatori affinché Ue e Stati membri possano misurare progressi e carenze nella lotta all'antibiotico-resistenza.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Nel campo della ricerca la Ue finanzia con il programma Horizon 2020 progetti per 350 milioni di euro mentre per i prossimi tre anni sono stati impegnati ulteriori 200 milioni a favore della lotta alla resistenza antimicrobica.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • La Finlandia dice addio alla svastica: per un secolo è stata il simbolo delle sue forze aeree

  • Addio diesel, Volkswagen riconverte in ecologica la sua principale fabbrica tedesca

  • L'Olanda fornisce aiuti economici alle ex colonie, ma pretende in cambio austerità

  • Balneari, Bruxelles contro l'Italia: "No a proroga concessioni"

  • Lisbona riconvertirà le case di Airbnb in appartamenti per i lavoratori chiave

  • Merkel: senza accordo tra Germania e Francia l'Ue non va da nessuna parte

Torna su
EuropaToday è in caricamento