Ue contro il passaporto d’immunità che piace a Sicilia e Sardegna: “È inaffidabile”

La commissaria europea alla Salute consiglia di riaprire i confini coi Paesi che hanno una simile situazione epidemiologica, assicurando il distanziamento sociale tra turisti e garantendo assistenza sanitaria a chi ne avrà bisogno. Bocciata l'idea dei certificati

Foto Ansa Max Cavallari

Sbagliato fare affidamento su certificazioni di presunta immunità al virus, già ribattezzati come passaporti sanitari. A ribadire il concetto, già espresso in altre sedi dall’esecutivo europeo, è stata la commissaria alla Salute, Stella Kyriakides, nel corso di una riunione con i ministri e le autorità sanitarie dell’Ue tenutasi nella giornata di ieri. La politica cipriota ha spiegato che anche seppure i cittadini europei si meritino “una pausa, una boccata d'aria fresca, un'opportunità di viaggio”, occorre “assicurarsi affinché ciò avvenga in sicurezza”. 

I consigli alle località turistiche

Le parole della commissaria, secondo quanto riporta la testata Politico, sono indirizzate soprattutto alle amministrazioni che intendono revocare i controlli alle frontiere e le restrizioni agli ingressi di persone provenienti dagli altri Stati Ue chiedendo a chi viaggia di favorire un documento che certifichi la negatività al coronavirus o la provata guarigione dal Covid-19. Tale certificazione di immunità non è affidabile, avrebbe affermato la Kyriakides durante la riunione, mettendo l’accento su altri provvedimenti considerati più utili a contenere il contagio e a sostenere i progressi sul contenimento della patologia virale. Si va dalle misure di prevenzione, quali il mantenimento del distanziamento fisico, fino alle strategie sanitarie per garantire una sufficiente capacità di assistenza sanitaria nei Paesi Ue. Tali raccomandazioni, avrebbe sottolineato la commissaria, andranno tenute in considerazione soprattutto nelle zone a vocazione turistica.

L'esempio dei Paesi baltici

La commissaria ha quindi lodato l’iniziativa di Estonia, Lettonia e Lituania di riaprire le proprie frontiere ai viaggi tra cittadini dei tre Paesi baltici. Tale provvedimento, infatti, è stato deciso dopo aver vagliato le simili situazione epidemiologiche tra i tre Paesi, seguendo alla lettera il modus operandi delineato dalla Commissione europea. “Esorto tutti voi a monitorare la situazione mentre allentate le restrizioni e a tenere gli altri Stati membri informati di eventuali sviluppi epidemiologici”, ha chiesto la commissaria. I quest’ottica, la cipriota ha raccomandato ai Governi di continuare a trasmettere i dati in loro possesso all’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Tale organizzazione sta sviluppando una mappa interattiva per rendere più facile il monitoraggio della situazione epidemiologica.

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L'aiuto delle app

Anche le app per smartphone di tracciamento degli spostamenti risponde a tali necessità, ha ricordato la Kyriakides, che ha poi messo in evidenza la necessità che tali programmi rispondano ai requisiti di interoperabilità tra diversi modelli di cellulare, ma anche che siano capaci di svolgere la stessa funzione in tutti i Paesi europei.

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