L'Ue blinda i confini: ok a 10mila nuove guardie di frontiera

Aumento degli effettivi ed ampliamento del mandato di Frontex con più poteri in materia di rimpatri di migranti irregolari e nella cooperazione con i Paesi terzi

L'Unione europea rafforza i controlli ai suoi confini esterni raggiungendo un accordo sul potenziamento di Frontex, l'agenzia Ue che si occupa della gestione delle frontiere, che sarà rafforzata con un corpo permanente di 10 mila guardie di frontiera entro il 2027, avrà un mandato più forte in materia di rimpatri di migranti irregolari e potrà cooperare più strettamente con i Paesi terzi. Un piano contro cui l'Italia aveva espresso forti riserve in passato. Gli ambasciatori degli Stati membri hanno confermato l'accordo informale raggiunto tra i rappresentanti del Parlamento europeo e del Consiglio Ue stesso sul regolamento sulla Guardia costiera e di frontiera europea. Le nuove regole ora dovranno essere adottate formalmente da entrambe le istituzioni.

Aumento degli effettivi

Il cuore dell'accordo è un aumento degli effettivi in forza all'agenzia, conseguenza dell'ampliamento del mandato, per sostenere l'attività degli Stati membri nella protezione delle frontiere, sui rimpatri e sulla cooperazione con i Paesi terzi. Le 10mila unità che dovranno essere raggiunte entro il 2027 includono sia i membri di Frontex, sia il personale distaccato dagli Stati membri a lungo o breve termine, oltre ad una riserva di reazione rapida. Il dispiegamento delle nuove forze avverrà dal primo gennaio 2021; entro il 31 dicembre 2023 la Commissione presenterà al Consiglio e al Parlamento una revisione del numero complessivo e della composizione dell'organico. L'esecutivo presenterà proposte entro marzo 2024 per emendare il numero, la composizione e i contributi degli Stati membri all'organico.

Assistenza tecnica agli Stati

La "responsabilità primaria" della gestione delle frontiere spetta agli Stati membri: Frontex e il suo staff forniranno assistenza tecnica e operativa a condizione che lo Stato membro sia d'accordo; il personale dispiegato da Frontex in uno Stato membro potrà espletare funzioni di controllo delle frontiere e riguardanti i rimpatri, tutte cose soggette all'autorizzazione dello Stato membro in questione, includendo l'uso delle armi e della forza. Le regole permetteranno inoltre a Frontex di fornire supporto tecnico e operativo agli Stati membri nelle operazioni di rimpatrio. L'agenzia fornirà sostegno, a richiesta dello Stato membro oppure di propria iniziativa, ma sempre in accordo con lo Stato in questione.

Rimpatri

Il sostegno riguarderà tutti gli aspetti delle operazioni di rimpatrio. L'Agenzia potrà anche stringere accordi con Paesi extra Ue, possibilità che è ora limitata agli Stati che confinano con l'Unione, cosa che consentirebbe il dispiegamento di squadre di guardie di frontiera nelle operazioni nei territori di Paesi terzi. L'Agenzia potrà anche dispiegare ufficiali di collegamento, dando la priorità ai Paesi di origine e di transito dei migranti.

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