L'Ue avverte Londra: “Dopo la Brexit possibile solo un accordo di libero scambio”

Il presidente del Consiglio europeo Tusk assicura: “Non vogliamo costruire muri ma nessuno Stato membro è libero di scegliere soltanto i pezzi del libero mercato che gli piacciono”. Tajani: "Non accetteremo intesa senza tutele per i cittadini"

Dopo la Brexit non ci sarà un accesso speciale al Mercato unico e una unione doganale soft per il Regno Unito. Se Londra ha deciso di abbandonare entrambi “un accordo di libero scambio è l'unico modello possibile dopo la Brexit”. Lo ha detto molto chiaramente il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, presentando le linee guida negoziali dell'Unione sulle relazioni future con il Regno Unito. Il polacco ha assicurato che Bruxelles "non vuole costruire un muro” tra Ue e Gran Bretagna ma vuole che i due rimangano “amici e partner anche dopo” il divorzio. Però bisogna essere chiari, “nessuno Stato membro è libero di scegliere soltanto i pezzi del libero mercato che gli piacciono o accettare la giurisdizione della Corte europea di giustizia soltanto quando è conveniente”, ha avvertito.

Le linee guida Ue

Secondo le linee guida, che non sono state rese pubbliche ma sono già trapelate sulla stampa, le posizioni del governo di Theresa May riguardo all'uscita da mercato unico e unione doganale “limitano la profondità della futura relazione” e ciò “inevitabilmente porterà frizioni” economiche. Il testo, che dovrà essere approvato nel prossimo Consiglio europeo del 22 e 23 marzo, e che potrà ancora essere modificato, afferma che “le future divergenze nelle tariffe esterne, nelle regole interne così come l'assenza di istituzioni comune e di un sistema legale condiviso necessitano controlli” ai confini e questo “purtroppo avrà conseguenze economiche negative”.

Il discorso di Theresa May non convince Bruxelles

Le posizioni restano insomma distanti tra i due lati della Manica. L'Unione Europea ha giudicato l'ultimo intervento della premier britannica Theresa May della scorsa settimana, un discorso più orientato a risolvere le dispute interne al Partito conservatore che ad affrontare i tanti nodi ancora aperti della Brexi. Bruxelles, secondo quanto riporta il Guardian, avrebbe inviato ai rappresentanti degli altri 27 stati membri della Ue, un documento in cui giudica che nelle parole della premier c'è stato "un cambiamento di tono, ma non di sostanza". Il modello proposto dalla premier viene bollato come "double cherry-picking", con Londra che vorrebbe mantenere solo le cose che le piacciono del Mercato unito, e questo è ritenuto inaccettabile.

In particolare, sul tema della futura cooperazione doganale, secondo Bruxelles sono stati fatti "zero progressi". "Come nei suoi precedenti discorsi - si legge nel documento - la premier May si è rivolta più ad una platea interna, tentando di colmare le differenze che nel Regno Unito separano i due poli del dibattito sulla Brexit".

Tajani: no accordo senza tutele per i cittadini

Il Parlamento europeo "non accetterà un accordo" con Londra "che preveda uno status differente tra i cittadini europei arrivati nel regno Unito durante la transizione e gli altri". Lo dice il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani durante una conferenza stampa a Bruxelles. "Deve essere chiaro che per noi la transizione significa che tutto l'acquis comunitario deve essere applicato durante questo periodo, tranne la partecipazione alle istituzioni, compresi i diritti dei cittadini", ha aggiunto Tajani. 

"Quanto alla forma giuridica del quadro delle nostre future relazioni - ha aggiunto Tajani - questo dipende dai britannici. Ringrazio la signora May per la chiarezza con cui ha confermato che Londra non farà parte del mercato interno e neppure dell'unione doganale. Questo però non lascia spazio a molte possibilità, il trattato futuro non potrà che essere un trattato di libero scambio come quelli che abbiamo con il Canada e che stiamo finalizzando con il Giappone. Cero potrà essere più esteso, ma il modello sarà necessariamente quello". Tajani ha ribadito di essere "preoccupato" per la soluzione della frontiera nord-irlandese e ha aggiunto che il Parlamento europeo "rimane in attesa delle proposte alternative del Regno Unito per risolvere il problema ed evitare che una dogana sia ristabilita tra le due parti dell'Irlanda, il che sarebbe contrario all'accordo del Venerdì Santo. Il che - ha concluso - va assolutamente evitato"

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