L'Ue rinvia l'adesione di albanesi e macedoni. Vince Macron e Conte protesta: “Errore storico”

La Francia blocca l’avvio dei negoziati per aprire le porte dell’Europa ai due Paesi balcanici. Il Governo italiano tra i più critici per lo stallo a Bruxelles

“I leader hanno discusso dell'apertura dei colloqui di adesione con l'Albania e la Repubblica della Macedonia del Nord”. Le conclusioni del Consiglio europeo liquidano con una breve frase l’intero dossier che riguarda l’avvio dei negoziati sull’ingresso dei due Paesi balcanici nell’Unione europea. La “non decisione” è arrivata a notte fonda in seguito al "no" di Emmanuel Macron, che si è opposto all’ingresso di albanesi e macedoni chiedendo una revisione dell’intera procedura di adesione all’Ue. Lo stallo voluto dalla Francia avrebbe impedito anche una presa di posizione finale del Consiglio che incoraggiasse i balcanici a non disperare sulla possibile apertura dei negoziati di adesione nel breve periodo. Di fatto, l’intero capitolo sul loro futuro si conclude con un implicito rinvio a data da destinarsi. 

Le reazioni a caldo

“È stato compiuto un errore storico”, ha commentato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, tra quelli che si sono schierati più apertamente a favore dell’ingresso di Tirana e Skopje nell’Ue. Assieme all’Italia, anche la Germania, l’Austria e le stesse istituzioni europee (Parlamento, Commissione e Consiglio) avevano ribadito l’esigenza di mantenere alta la credibilità di Bruxelles nei confronti degli Stati in trattativa per entrare nella famiglia europea. Tanto l'Albania quanto la Macedonia del Nord hanni infatti approvato una serie di riforme per venire incontro alle richieste dell'Ue in materia di Stato di diritto, indipendenza della magistratura ed economia di mercato. 

La delusione

E anche se il premier olandese, Mark Rutte, assicura che le discussioni sull'allargamento dell'Ue ad Albania e Macedonia del Nord sono state solamente rimandate al prossimo Consiglio europeo, la delusione per i balcanici è palpabile anche dalle stanze del Palazzo Europa di Bruxelles, dove si riuniscono i leader del Vecchio Continente. “Deplorevole” è stato definito, senza mezzi termini, il comportamento dei Governi dalla cancelliera austriaca, Brigitte Bierlein. “Ho già avuto uno scambio di opinioni con i primi ministri di entrambi i Paesi ed ho espresso loro la mia frustrazione”, ha aggiunto la cancelliera, sottolineando che anche i leader di Tirana e Skopje erano “molto delusi”.

La posizione di Amsterdam e Copenaghen

Oltre al “no” di Macron, si registra anche la posizione di Danimarca e Paesi Bassi, che sono a favore dell’avvio dei negoziati solo con la Macedonia del Nord. Il Governo di Skopje, con l’obiettivo di ottenere l’appoggio della Grecia, aveva addirittura cambiato il nome del proprio Paese, specificando la differenza con la regione macedone, che rientra sotto il Governo di Atene.

Le parole di Conte

“L'Italia li difenderà sempre e continuerà a stare loro vicino”, ha sottolineato Conte dopo che la discussione notturna si è conclusa in un nulla di fatto. “Mi dispiace molto - ha proseguito il premier - ho cercato di convincere tutti che l'aspirazione di queste comunità, peraltro musulmane, che hanno una formazione culturale europea, andasse premiata”. “Questi Paesi - ha aggiunto Conte, sono caduti sotto il dominio ottomano nel 1400, e poi sotto il blocco comunista dopo la seconda guerra mondiale. Ora “è una vita che vogliono entrare in Europa”. “Dovevamo assolutamente aprire”, ha concluso Conte, “non si trattava di farli aderire, ma di avviare il negoziato per l’adesione”. 

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