“L’Ue imponga accise sulla sigaretta elettronica”, la richiesta dei Governi

Le e-cigarette godono di un sistema di tassazione diverso e più leggero rispetto al tabacco tradizionale. Ma i Paesi chiedono a Bruxelles di intervenire per 'armonizzare' il mercato

Gli Stati Ue sarebbero pronti a chiedere alla Commissione europea di inserire le sigarette elettroniche e liquidi alla nicotina nell’elenco dei prodotti derivati dal tabacco da tassare, come stabilito dalla direttiva Ue che impone accise sulle sigarette tradizionali. Nella bozza della proposta, riportata dal sito di notizie Euractiv, si ritene “urgente e necessario” migliorare le regole Ue “al fine di affrontare le sfide attuali”. Un principio che troverebbe applicazione “armonizzando le definizioni e il trattamento fiscale di nuovi prodotti come i liquidi per sigarette elettroniche” e comprendendo “i prodotti, contenenti o meno nicotina, che sostituiscono il tabacco, al fine di evitare incertezza giuridica e disparità normative nell’Ue”.

Frammentazione nel mercato Ue

Tali dichiarazioni di intenti fanno parte delle conclusioni di una riunione tra ambasciatori e rappresentanti degli esecutivi nazionali. La situazione di partenza è alquanto frammentata e confusa. Sebbene i nuovi prodotti per tabagisti siano disciplinati dalla direttiva sui derivati del tabacco, attualmente non esiste un quadro di accise a livello Ue come per le sigarette, i sigari e il tabacco tradizionale.

La posizione di Bruxelles e la difesa delle lobby

Nel gennaio 2018, la mancanza di informazioni sufficienti aveva spinto la Commissione europea a non proporre regole unitarie per la tassazione delle sigarette elettroniche e di altri nuovi prodotti. Tuttavia, qualche mese fa, l'esecutivo europeo ha pubblicato una nuova relazione secondo la quale la mancanza di armonizzazione è fonte di preoccupazione dal punto di vista del mercato interno. “L'attuale mancanza di armonizzazione del quadro normativo fiscale per questi prodotti sta limitando la possibilità di monitorare il loro sviluppo del mercato e controllare i loro movimenti”, si legge nel rapporto. L'industria del tabacco afferma invece che i nuovi prodotti hanno significativamente ridotto i rischi per la salute rispetto al fumo tradizionale e dovrebbero quindi essere trattati di conseguenza.

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Prossimi passi

D'altro canto, Bruxelles insiste sul fatto che tali prodotti sono comunque dannosi, anche se forse un po’ meno rispetto alle sigarette. Si preannuncia dunque una fase di negoziazione tra Stati, istituzioni Ue e parti interessate che potrebbe portare a una nuova definizione delle tasse sulle cosiddette e-cigarettes.

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