Tusk fa infuriare i Brexiters: “Posto all'inferno per chi ha voluto il divorzio senza un piano”

Gli unionisti del Dup: “Un diabolico euroinomane”. Juncker prova a smorzare i toni: “L'unico inferno che conosco è la Commissione”

Foto Unione europea

Come se il clima non fosse già abbastanza incandescente ci si è messo anche Donald Tusk a riscaldare l'atmosfera. "Mi chiedo come sia lo speciale posto all'inferno riservato a coloro che hanno promosso la Brexit senza neanche aver abbozzato un piano su come attuarla in modo sicuro". È stato questo il commento al vetriolo che il presidente del Consiglio europeo ha affidato al suo account su Twitter il giorno del suo incontro con il premier irlandese Leo Varadkar.

La sortita ha scatenato l'indignazione dei brexiters più duri e i più scandalizzati sono gli alleati nordirlandesi della premier Theresa May, gli unionisti del Dup, che hanno definito Tusk "un diabolico euromaniaco", è c'è stato anche chi ha scomodato San Tommaso e Dante Alighieri per condannare il presidente Ue. "Donald Tusk ha dimostrato ancora una volta il suo disprezzo per i 17,4 milioni di persone che hanno votato per sfuggire alla corruzione nella Ue" ha detto Sammy Wilson, portavoce per la Brexit del Democratic Unionist Party nordirlandese. "Questo diabolico euromaniaco fa del suo meglio per tenere il Regno unito incatenato alla burocrazia e al controllo Ue". Andrea Leadsom, esponente conservatrice e della campagna per il divorzio dalla Ue, ha chiesto le scuse di Tusk, definendo le sue parole "maligne". "Penso che abbiamo detto cose abbastanza inaccettabili e disgraziate" ha detto alla radio BBC 4. "Sono certa che quando ci rifletterà non vorrà averle dette". Il compagno di partito e veterano euroscettico Peter Bone ha detto che si tratta di "un insulto completamente vergognoso". "A mia memoria nessun presidente ha mai insultato in questo modo i deputati, i membri del governo britannico e il popolo britannico" ha detto.

Ma vari politici anti-Brexit hanno sostenuto Tusk. "A volte la verità fa male, non è vero?" ha detto in parlamento la deputata nazionalista scozzese Joanna Cherry. La campagna For our Futures' Sake ha detto che la dichiarazione di Tusk è "del tutto corretta".

A smorzare i toni ci ha provato il presidente della Commissione europea. "Io sono meno cattolico del mio amico Tusk, credo nel paradiso e non ho mai visto l'inferno. A parte da quando lavoro qui...Questo è l'inferno", ha risposto con una battuta Jean-Claude Juncker a chi gli chiedeva di commentare le parole del collega.

Sia Tusk sia Juncker incontreranno May domani, ma a Bruxelles le aspettative che posso giungere da Londra una proposta accettabile per resuscitare l'accordo di dicembre, bocciato dal parlamento britannico, sono minime. "Oggi il nostro compito più importante è impedire lo scenario no-deal" ha detto Tusk, sottolineando che "la Ue non sta avanzando nessuna nuova offerta" e che l'intesa "non è aperta per una rinegoziazione".

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